C’è un libro per te

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Donatella Venditto è una giovane imprenditrice a cui, di certo, non è mancata la fantasia, oltre alla tenacia. La sua è una storia che ha davvero alcuni elementi della favola. Da impiegata a creatrice di libri personalizzati, ci racconta in questa intervista il suo percorso lavorativo.

Ci racconti un po’ cosa facevi prima di inventarti la tua nuova attività?
Lavoravo come impiegata in un’azienda di servizi che offre corsi di formazione e consulenza per grandi gruppi automobilistici. Un lavoro che mi ha insegnato a gestire le situazioni complicate, ad organizzare la mia giornata lavorativa e quella di altre otto persone.

Cosa ti ha spinto a intraprendere questa avventura?
Un periodo personale particolarmente duro. Avevo 22 anni ed avevo appena perso mio padre. Questo grande trauma, del quale non riuscivo a farmi una ragione, mi ha fatto lentamente comprendere che di vita ne abbiamo una sola e dobbiamo trovare la nostra strada il prima possibile, qualcosa che ci renda davvero felici, che ci faccia stare bene, che ci faccia sentire importanti. Il mio lavoro come impiegata era un’entrata sicura in un ambiente lavorativo piacevole, ma non avevo più alcuno stimolo reale nè soddisfazione personale.

Come nasce quest’idea che sa un po’ di antico, quasi una novella Cyrano?
Anche in questo caso l’idea nasce da un’esperienza personale. Il mio nipotino stava per compiere 2 anni e io avevo voglia di regalargli qualcosa di speciale, di unico, che non fosse qualcosa che avrei potuto semplicemente acquistare in un negozio. Volevo spendere del tempo per lui. Da un po’ di tempo mi frullava nella testa l’idea di creare per lui una favola che lo vedesse protagonista e all’interno della quale avrei raccolto tutte le incredibili esperienze che aveva vissuto nei suoi primi anni di vita. Quando durante la festa di compleanno qualcuno mi disse: “Bella questa idea…perché non lo fai come lavoro?” Da qui, dopo un anno e 9 mesi di lavoro, è nato Noomray.

Che bisogni pensi di avere individuato con la tua idea?
Credo di aver individuato innanzitutto il bisogno di fermare su carta alcuni momenti importanti della nostra vita, se non la nostra vita stessa. All’inizio paragonavo i miei libri personalizzati ad una fotografia parlata. Viviamo in un’epoca in cui con macchine fotografiche, telefonini, videocamere, social network, cerchiamo di fermare ogni giorno un attimo, un momento significativo, ma secondo me mancava ancora il vero e proprio racconto di questi attimi.

Chi sono i tuoi clienti e come li trovi? Fai qualche tipo di pubblicità?
I miei clienti sono persone particolarmente sensibili, che hanno voglia di creare qualcosa di unico per qualcuno che amano. Le mie primissime clienti, e parlo al femminile perché erano tutte mamme, sono state le lettrici di un noto settimanale femminile, Donna Moderna, al quale prima ancora di mettere online il mio sito internet, avevo spedito un’email chiedendo di pubblicare un annuncio relativo proprio alla mia attività di “scrittrice personale”, così, per testare il servizio. L’annuncio venne inserito all’interno di una area dedicata alle mamme e ai loro bambini e da quel momento cominciai a ricevere molte richieste: era il mese di ottobre e Natale si avvicinava. Creai così i miei primi 25 libri personalizzati e instaurai ottimi rapporti con le miei clienti che cominciarono a farmi della buona pubblicità. E’ stato incredibile. Successivamente il passaparola è stato fondamentale. Di lì a poco si sono presentate altre opportunità, altre interviste radiofoniche, interviste sui giornali, articoli, citazioni. Attualmente i miei clienti sono soprattutto internauti, nella fascia d’età 20-45 anni, che mi scoprono attraverso le interviste, il passaparola e Google!

Hai avuto particolari difficoltà ad iniziare questo nuovo lavoro? In termini di investimento quanto ti è costato?
Sinceramente non troppe. Il mio unico investimento economico è stato quello della creazione del sito internet, affidato ad un’agenzia specializzata, e l’affitto dello spazio web. Parlando in termini economici ho speso dai 3500 ai 4000 euro. Il concept del progetto e i testi sono stati una mia idea. Ovviamente la vera complicazione era incastrare il tutto con un lavoro che mi impegnava 40 ore alla settimana! Quindi ho cominciato a lavorare anche di notte. Una volta stabilito questo, la parte tecnicamente più complicata è stata capire come poter offrire un libro già stampato con la tiratura limitatissima di una sola copia. Qualche mese fa invece, sono venuta a conoscenza di una realtà di Bergamo, che stampa basse tirature a prezzi abbordabili. Un partner tecnicamente perfetto per il mio servizio.

Hai qualche particolare progetto per svilupparlo ulteriormente?
I progetti sono tantissimi e tutti da studiare! Il più importante però, sarebbe quello di trovare un partner in un gruppo editoriale solido, che possa offrirmi la pubblicità di cui avrei bisogno e il supporto tecnico di cui necessita un progetto come il mio. Mi piacerebbe arrivare anche in libreria, attraverso una raccolta dei lavori migliori dai quali cancellerò riferimenti a fatti e persone realmente esistenti!

Come sono ora le tue giornate lavorative?
Piene quanto prima, ma assolutamente soddisfacenti. Ogni volta che ricevo una mail da parte di un mio cliente che mi ringrazia per il lavoro svolto, le tante ore di lavoro smettono di farsi sentire. Sicuramente quando si lavora in proprio il confine tra lavoro e vita privata spesso è labile. Sta poi al libero professionista trovare un giusto equilibrio. La cosa senz’altro positiva è quella di non essere costretti in orari troppo rigidi.

Il percorso dal lavoro dipendente a quello intraprendente cosa ha messo in gioco di te, hai scoperto doti e attitudini che non sapevi di avere?
Da un punto di vista gestionale non ho fatto altro che trasporre nella mia nuova attività tutto quello che avevo imparato. Ciò che può avermi stupito inizialmente, è stata la grande forza di volontà e l’ottimismo con il quale ho affrontato anche i periodi nei quali lavoravo come una matta, perché avevo ancora il mio lavoro come impiegata. La cosa che mi ha sorpreso di più a livello caratteriale, è stata la voglia di farmi conoscere e di far pubblicità alla mia attività, nonostante io non sia mai stata una particolarmente brava a promuoversi. Ho capito che bisogna mettere da parte la modestia e provare a destare l’attenzione di chi potrebbe essere interessato al progetto, per farlo funzionare davvero.

Pensi ci sia un filo rosso nel percorso al femminile di impresa?
Credo che il principale filo rosso sia la possibilità di esprimersi e di crescere in una società lavorativa che alle donne, diciamoci la verità, lascia poco spazio. Se vogliamo crescere, dobbiamo crearci da sole le nostre opportunità.

Se dovessi consigliare qualcosa ad una donna che volesse mettersi in proprio?
Le consiglierei di provarci, prima di tutto, utilizzando però un buon paracadute per i primi tempi almeno. Buttarsi nel vuoto, facendo un salto nel buio, non è l’ideale per noi donne, proprio per la nostra complessa struttura mentale, perché poi saremmo capaci di passare i primi mesi della nostra nuova attività, il momento in cui tutto deve partire davvero e deve cominciare a vivere in maniera indipendente, a chiederci perché lo abbiamo fatto!

Hai mai avuto paura o ripensamenti?
Durante il secondo anno di attività, soprattutto quando ho dovuto prendere la decisione di staccarmi definitivamente dal posto fisso. Non ci sarebbe più stata un’entrata sicura e tutto sarebbe dipeso solo ed esclusivamente da me. Ho pensato più di una volta di lasciare che Noomray restasse solo un hobby e per un mesetto circa ho cercato di lasciarlo quasi andare,ma lui è tornato da me, o forse io da lui.

Riferimenti: Fecebook Donatella Venditto

Noomray

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Categoria: Cambio vita

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3 commenti

Donatella
9 giu 2011
17:12

Per le piccole(ma ambiziose ;) ) attività come la mia, non è facile promuoversi tramite il tradizionale canale pubblicitario. Voglio pubblicamente ringraziare i siti come il vostro che permettono di farci conoscere e che dimostrano interesse verso l’impegno e la passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro!

ernestina summa
29 giu 2011
11:29

Ciao Antonella, la tua esperienza è un esempio per tutti!
Io come te ho cercato per anni di rinnegare il mio amore per la scrittura ma alla fine, dopo la laurea in giurisprudenza, è riaffiorato più prorompente che mai. Ora sto cercando di farmi strada nel settore editoriale e nelle redazioni giornalistiche ma non è facile.
Ho un blog -NERO Kajal: mi farebbe piacere se tu ci dessi un’occhiata! E se mai dovessi decidere di aprile le porte della tua attività a nuovi collaboratori prendimi pure in considerazione: ne sarei felicissima!

Donatella
6 lug 2011
17:58

Ciao Ernestina,
grazie per i tuoi complimenti! Andrò senz’altro a leggere il tuo blog e in un futuro…chissà che le nostre strade non si incontrino ancora! L’intenzione di collaborare con altri autori c’è sempre! In bocca al lupo per la tua attività e non arrenderti, mi raccomando!

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