Social Shopping e Cyborg Antropologia: le donne di Frontiers of Interaction 2011

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Il 20 e il 21 giugno a Firenze si è tenuta la settima edizione di Frontiers of Interaction, il più grande e innovativo meeting sull’Interaction Design pensato e messo in piedi dagli italiani Matteo Penzo e Leandro Agrò.

Più che un ciclo di conferenze, Frontiers è un’esperienza totalizzante durante la quale esplorare temi ed idee della User Experience con ospiti d’eccezione che hanno messo in circolo idee, creatività ed empatia attraverso workshop e momenti di aggregazione e confronto.
La platea era ricca di donne sempre più interessate e professionalmente attive nelle tematiche relative alle tecnologie che cambieranno concretamente il nostro modo di interfacciarci con una realtà digitale ormai sempre più integrata con l’esperienza fisica.
Sul palco hanno sfilato Arna Ionescu, Director of Product Development, User Experience presso Proteus Biomedical che ha tenuto un workshop sulla forza dirompente della Sanità Digitale. Il suo speech ha analizzato la progettazione di prodotti e servizi che sfruttano la tecnologia per facilitare la fornitura di assistenza sanitaria. Arna ha trattato una tematica quanto mai attuale che dimostra quanto la tecnologia non sia semplicemente una soluzione, ma un facilitatore che consente, grazie al fattore umano, di dare un supporto alle sfide quotidiane.

Whitney Hess, User Experience Designer, Scrittrice e Consulente, ha messo in evidenza l’importanza di partire dall’esplorazione dei reali bisogni delle persone e del loro modo di pensare per concentrarsi sulla pianificazione di interventi destinati a realizzare facilità di utilizzo dell’esperienza degli utenti. Focalizzarsi sulla specificità del problema e la creazione di empatia col cliente sono il punto di partenza per la nascita di una UX efficiente anche in vista di un supporto appropriato alle scelte imprenditoriali.
Sulla stessa scia si muovono gli studi di Amber Case e Lynn Teo con le quali sono riuscita a intrattenermi per due piacevoli chiacchierate sulle loro esperienze professionali e sulla percezione personale del gender gap.

Amber Case è una Cyborg Antropologa e studia l’interazione tra esseri umani e tecnologia e come quest’ultima stia cambiando la cultura degli esseri umani.
Amber ha dichiarato che siamo tutti dei cyborg e lo siamo ogni volta che guardiamo lo schermo di un computer o usiamo uno dei nostri cellulari e tutti quei supporti tecnologici che sono ormai diventati estensione del nostro essere mentale. I moderni device, attraverso una tecnologia sempre più invisibile e sempre più integrata nella nostra vita reale, ci consentono di viaggiare e comunicare più velocemente e stabilire nuove tipologie di relazioni umane attorno alle quali si stanno delineando diversi rituali sociali, economici e politici. Ne ha parlato ampiamente anche al Ted Women Conference lo scorso anno.
Ho chiesto ad Amber il suo parere sul gender gap in tecnologia. Lei, fortunatamente, vive in un contesto sociale e familiare nel quale la tecnologia fa parte della quotidianità, prescinde dal genere ed è un elemento fondante del suo lavoro. La usa nella vita privata condividendo, con uomini e donne in egual misura, le sue passioni. Questo è quanto ci ha raccontato.

Lynn Teo è Creative Director, Head of User Experience presso AKQA.
Lynn ha tracciato un interessantissimo percorso sul cambiamento dell’esperienza d’acquisto e sulle interazioni sociali in una nuova realtà in cui è sempre più urgente l’integrazione tra digitale e fisco. L’F-Commerce è diventato un nuovo spazio per guidare le promozioni, vendere prodotti e interagire con i consumatori creando opportunità di fidelizzazione, personalizzazione sulla base di gusti e preferenze dell’acquirente. Il Social Shopping per i brand, diventa una possibilità per l’amplificazione sociale delle diverse operazioni di marketing e anche un’opportunità per ricevere feedback costruttivi e costanti. Per progettare esperienze d’acquisto utili e consapevoli per i consumatori è necessaria una predisposizione verso la comprensione dell’altro e la capacità di entrare in empatia con le esigenze dei consumatori. Massimizzare l’usabilità e la piacevolezza e minimizzare il costo cognitivo sono le chiavi di accesso a una progettazione di Experience Design efficiente. Non importa che sia digitale o fisica è comunque un’esperienza di interazione che sta dirottando il mercato verso l’investimento nella tecnologia mobile che consenta un’agevole interazione con il sistema e una facilità di accesso alle informazioni.

Lynn, Withney, Amber e Arna mi hanno regalato l’idea di un’innovazione che si snoda attraverso un percorso trasversale e multidisciplinare che può acquisire sempre più valore se saprà declinarsi sulla strada della condivisione.
Tuttavia Lynn, Withney, Amber e Arna sono solo alcune delle tante donne che stanno ridisegnando gli scenari futuri di una controcultura visionaria sempre più radicata nelle esperienze di vita di ciascuno di noi. Al resto possiamo pensarci noi anche sfidando quotidianamente l’immobilità che ci circonda con curiosità, desiderio di condivisione e con la partecipazione attiva attraverso l’elaborazione di contenuti di valore.

Paola Santoro

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Categoria: Articoli

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