Alessandra, l’avventura è mettersi alla prova

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Dopo mesi di osservazione e riflessione, tempo fa sono giunta alla conclusione che la soluzione giusta per me sia l’imprenditoria. Donna, italiana, 40 anni, un bimbo di 18 mesi: vi dice nulla? 4 piccole macchie indelebili su di un curriculum altrimenti spesso definito “troppo qualificato”, ma questa è un’altra storia. La questione davvero importante è che non voglio finire per fare la dipendente full-time e la mamma part-time come sto facendo ora, imbrigliata in una rete di orari inflessibili che non mi portano a casa prima delle 19.30 e tutta un’altra serie di svantaggi nella mia lista dei “pro” e dei “contro”. Si, lo so, mettersi in proprio comporta una grandissima responsabilità e tanta dedizione al lavoro ma, credetemi, non è nulla in confronto a quanto io non sia già abituata a lavorare: sono una delle primipare attempate che ha sacrificato tutto alla carriera prima di mettere la testa a posto prima che fosse troppo tardi! Su Twitter, dove ho vinto questo contest, mi sono definita nell’unico modo in cui mi vedo ora: “una mamma di Roma con un sogno nel cassetto” che – aggiungo qui – condivido con Luana e Giovanna, due amiche ed ex colleghe licenziate dal posto di lavoro mentre erano in maternità. L’idea c’è, ed è anche in stato piuttosto avanzato; la stiamo costruendo piano, piano, troppo piano, forse, nei momenti ritagliati nelle ore serale o approfittando dei riposini di mio figlio nei week end. Un’idea semplice, delicata e femminile, ispirata dalla mia nuova vita di mamma e dalla vena creativa esplosa con l’arrivo di mio figlio.
Quindi, se l’idea c’è e se siamo a buon punto… cosa aspettiamo? Ma come, nel contest consigliavo di “non aspettare di essere perfettamente pronta per l’avventura perché non lo sarai finché non ti sarai messa alla prova” e invece sono ancora qui a tergiversare? Ma certo, mancano proprio quelli… i fondi! Ed è qui che ho bisogno dei vostri consigli: voi come avete fatto? Qualche idea diversa dai canali classici e spesso inaccessibili? Alla nostra idea non serve un capitale ingente.

I timidi passi da noi compiuti finora per uscire un po’ allo scoperto e testare l’idea è stata partecipando a riunioni di mamme aspiranti imprenditrici e a webinars sullo stesso tema organizzati da Working Mothers Italy, dove abbiamo raccolto testimoniante ed informazioni preziose, oltre ad iniziare a costruire una rete di conoscenze molto importante. E poi abbiamo partecipato ad un contest per idee innovative, uno di quelli online soggetti al giudizio di una giuria tecnica ma anche ai voti del pubblico. Il contest è stato una delusione in termini di gestione e serietà, ma noi siamo state sorprese e felici del risultato raggiunto con i voti del pubblico. Non eravamo pronte a buttarci nella mischia e ad uscire allo scoperto, ma l’abbiamo fatto ugualmente, un po’ goffamente, ma abbiamo fatto bene: ora ci sentiamo più sicure e decise ad andare avanti. Ovviamente abbiamo esplorato anche i canali tradizionali come la BIC Lazio, il microcredito, i bandi comunali, provinciali, regionali, gli ormai fantomatici aiuti all’imprenditoria femminile, ecc., ma per ora senza successo: forse bisognerebbe dedicare più tempo e risorse alla ricerca dei fondi, come se fosse un lavoro a tempo pieno. Mi piacerebbe conoscere l’esperienza di donne che hanno portato avanti con successo un’idea imprenditoriale pur avendo un lavoro a tempo pieno e una famiglia. Come avete fatto? E, parlando di fondi, qual è a vostro avviso la strada da seguire tra quelle possibili? Se volessimo poi circoscrivere la ricerca dei finanziamenti alla regione Lazio, cosa consigliate?

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3 commenti

Chiara
20 ott 2011
20:35

Cara Alessandra, ma tu hai già deciso in che settore volete lanciarvi?
In ogni caso, voglio dirti una cosa. Anch’io una volta ho aperto un’impresa, e non ci sono voluti finanziamenti, se non l’aiuto generoso di qualche parente una tantum, per comprare quelli che allora erano costosi macchinari: un computer, una fotocopiatrice professionale, un fax.
Oggi, la tecnologia costa pochissimo e puoi avere il meglio con una spesa assai contenuta. Più che aspettarti finanziamenti dall’esterno (che implicano comunque il dover rendicontare le spese in maniera puntuale e precisa), ti suggerirei di mettere a punto l’idea imprenditoriale e di cercare, tra le risorse che già hai a disposizione, il modo di realizzarla, e soprattutto il luogo dove iniziare la tua impresa. Che potrà essere anche casa tua, quella di una tua amica, o una stanza e qualcuno può mettere a disposizione gratuitamente. Insomma, mi pare che dovresti seguire il tuo slogan e cominciare con poco, con la certezza di crescere pian piano.
In bocca al lupo!

Alessandra De Sena
24 ott 2011
11:15

Ciao Chiara, grazie per il tuo commento. Il progetto in realtà è già a punto e siamo in procinto di testare l’idea, e i fondi sarebbero necessari (non un capitale ingente ma pur sempre dei fondi) per acquistare le materie prime. Però hai ragione tu quando dici “di cercare, tra le risorse a disposizione, il modo di realizzarla”: attualmente è l’unico step possibile, e lo stiamo seguendo, anche per non lasciare nulla d’intentato. Ci vorrà senz’altro un po’ più di tempo e un po’ più di fatica, ma siamo comunque determinate ad andare avanti e a realizzare la nostra idea. Grazie per il sostegno e…crepi il lupo!!

Roberto Santangelo
30 nov 2011
14:27

Sono quasi nella stessa situazione; però come padre e con 37….
se vogliamo sentirci cia mail anche per un semplice confronto!

prova a guardare su

http://www.produzionidalbasso.com/

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