Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Nadia Marino è una delle vincitrici del premio che oggi si racconta sul nostro blog. E’ riuscita a realizzare un sogno: creare un sistema che permettesse di ascoltare i file musicali ad alta risoluzione scaricati da Internet direttamente sull’impianto hifi.
Quando nel 2007 ho fondato la M2Tech insieme a mio marito, facevo la consulente per altre aziende nel ramo della progettazione elettronica. Sin dalla laurea avevo trovato difficoltà nella ricerca del contratto di lavoro a tempo indeterminato, un po’ perché speravo di non trasferirmi in una grande città, e un po’ perché avevo già un’idea di quello che avrei voluto realizzare. La passione per la musica e le competenze in ambito elettronico mi stavano portando a sviluppare idee innovative sul modo di ascoltare la musica, anche osservando come il mercato dell’hifi si stava trasformando. Le case discografiche cominciavano a vendere “musica liquida” su Internet e molti audiofili non utilizzavano più il lettore cd come sorgente musicale, bensì il computer. Ma la qualità della musica ascoltata attraverso il computer non poteva essere al livello di un impianto hifi e così è nata l’idea di creare un sistema che permettesse di ascoltare i file musicali ad alta risoluzione scaricati da internet direttamente sull’impianto hifi. Un grande fermento e tante idee innovative dunque, ma nessuna risorsa economica: non era possibile fare impresa utilizzando come unica fonte economica il guadagno ottenuto con un lavoro di consulente. Avevamo bisogno di strumentazione sofisticata per fare misure elettroniche, le licenze dei programmi di cad elettronico erano costose, e soprattutto non era possibile realizzare questa idea lavorando in casa. La ricerca dei finanziamenti costituiva la cosa più difficile: un lavoro molto oneroso e soprattutto che non portava mai a niente, anche perché spesso i bandi presentavano alcune specifiche in cui la mia azienda non poteva riconoscersi. A volte può essere più facile iniziare a fare impresa, per esempio se appartieni a una famiglia di imprenditori oppure se puoi appoggiarti alla famiglia stessa almeno per cominciare, ma non era il nostro caso. L’unica risorsa era la determinazione a trovare strutture che credessero nella nostra idea e ci sostenessero.La grande occasione è arrivata all’inizio del 2009, quando con forza e coraggio abbiamo provato a chiedere un finanziamento in banca impegnando la casa di proprietà, e contestualmente a chiedere di essere ospitati in una struttura adeguata alle nostre esigenze che ci avrebbe dato la possibilità di fare impresa offrendo servizi a costi contenuti: l’Incubatore di Impresa del Polo Tecnologico di Navacchio, in provincia di Pisa, che accoglie imprese start up con idee innovative. La prima cosa che mi è venuta in mente è che se l’idea non fosse piaciuta al mercato mondiale, avrei dovuto ricominciare da zero a quaranta anni, la cosa mi spaventava e non poco. Però è vero anche che se fino a quel momento non ho avuto altro in testa che la realizzazione di un sogno, allora era giusto andare avanti in quella direzione.Dopo la presentazione ufficiale del primo apparecchio ad una mostra di Milano, la notizia della nostra esistenza si è sparsa in tutto mondo nel giro di pochi giorni, e da allora per due anni la mia azienda non ha fatto altro che crescere, sia come fatturato che come risorse umane: dal 2009 al 2010 il nostro fatturato è aumentato del 500% e da due persone adesso siamo in otto! Inoltre siamo entrati nel mercato mondiale nel giro di pochi mesi, con una distribuzione dei nostri prodotti in 40 paesi nel mondo. Abbiamo ricevuto molti riconoscimenti e premi, tra cui quello della Camera di Commercio di Pisa l’Innovazione e quello GammaDonna che mi ha premiato poco più di un mese fa.Per il momento non sono ancora pentita delle scelte che ho fatto: è vero, spesso fare l’imprenditore comporta delle notti insonni, ma sicuramente il gioco vale la candela, non tanto per le soddisfazioni economiche quanto per il piacere di lavorare con passione e creatività e per i riconoscimenti che arrivano da più fronti. Da pochi mesi sono diventata mamma: non so ancora come riuscirò, nei prossimi mesi, a conciliare il lavoro di imprenditrice con questa nuova esperienza meravigliosa che al momento mi assorbe totalmente. Credo molto nei miei collaboratori che in queste settimane stanno portando avanti l’attività della azienda in modo eccellente, e io per adesso mi godo la mia dolcissima bambina.Nadia Marino
Owner, M2TECH Srl






