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	<title>Donna Impresa</title>
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		<title>Telecom Italia presenta: &#8220;Italiax10. L’impresa delle donne&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 16:24:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;8 al 12 maggio si tiene a la sesta edizione del Festival Città Impresa. Un evento di riflessione e approfondimento su imprenditorialità, innovazione e rete. L&#8217;evento è promosso da Nordesteuropa Editore e VeneziePost con il titolo “Capitale in rete”. Il &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/05/telecom-italia-presenta-italiax10-l%e2%80%99impresa-delle-donne/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;8 al 12 maggio si tiene a la sesta edizione del <strong><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/" target="_blank">Festival Città Impresa</a></strong>. Un evento di riflessione e approfondimento su imprenditorialità, innovazione e rete. L&#8217;evento è promosso da Nordesteuropa Editore e VeneziePost con il titolo “Capitale in rete”. <a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/05/italiax10_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2075" title="italiax10" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/05/italiax10_1.jpg" alt="" width="550" height="300" /></a></p>
<p>Il 7 maggio, in anteprima del Festival, <strong>Telecom Italia</strong> presenta un evento speciale: “<strong><a href="http://italiax10.telecomitalia.com/" target="_blank">Italiax10. L’impresa delle donne</a></strong>”. Dieci tra le più brillanti imprenditrici del Paese con l’obiettivo di dare una visione a 360° dell&#8217;impresa italiana e del talento made in Italy “al femminile”, senza distinzioni geografiche. L&#8217;evento alle 17.00 si potrà seguire in sala presso l&#8217;Antiruggine, Castelfranco Veneto e in <a href="http://italiax10.telecomitalia.com/" target="_blank">streaming sul web</a>, modalità che permetterà alle protagoniste di interagire con chi seguirà l’evento via Internet e via Twitter con gli hashtag #italiax10 #iovivoconnesso e #cittaimpresa. Dopo un saluto di apertura da parte di <strong>Mario Brunello</strong> e degli organizzatori dell&#8217;evento, la scena è riservata alle 10 protagoniste. A condurre il primo appuntamento del 2013 di <strong>#Italiax10</strong> ci sarà <strong>Angela Frenda</strong>, giornalista del Corriere della Sera.<span id="more-2067"></span></p>
<p>Ecco in breve le dieci protagoniste:</p>
<p><strong>Chiara Caliceti</strong>, 35 anni, giornalista, fondatrice e presidente dell’agenzia di comunicazione Omniarelations, è presidente della Compagnia delle Donne di Bologna, per cui ha curato il volume Uomini che amano le donne.<br />
<strong> Gabriella Chiellino</strong>, nel 2012 si aggiudica il primo premio assegnato dal Comune di Venezia per gli investimenti più innovativi nel territorio grazie a e3city, start up dedicata alla mobilità ed alla progettazione sostenibile.<br />
<strong> Luciana Delle Donne</strong>, si dedica attualmente a tempo pieno al terzo settore. Nel mese di ottobre 2009 è stata nominata Ambasciatrice delle Imprenditrici di Puglia, con premiazione e assegnazione ufficiale dell’incarico a Stoccolma presso la Commissione Europea. Finalità dell’incarico consiste nel promuovere l’imprenditorialità femminile e nell’incoraggiare le giovani donne a conquistare i propri obiettivi attraverso l’avvio di un’attività imprenditoriale.<br />
<strong> Patrizia Iacovazzi</strong>, si avvicina alla lavorazione del vetro a lume incuriosita dalla duttilità della materia che nelle sue mani diventa forma armonica e poetica. Nel Novembre 2012 all&#8217;Open Design Italia Perlamadredesign vince il premio della rivista di design e architettura Ottagono “per il lavoro di recupero e valorizzazione della tradizione della lavorazione del vetro e in particolare della tecnica del lume.<br />
<strong> Claudia Lubrano</strong>, nel 2009 fonda Ecogeco che si occupa di produzione di jeans ecologici, realizzati con materiali biologici e tinture vegetali.&#8221;Sono una donna normale, considerate normale anche quello che faccio: non inquinare, rispettare chi lavora, produrre tutto localmente.&#8221;<br />
<strong> Francesca Molteni</strong>, nel 2009 fonda MUSE Project Factory, società che cura progetti video, editoriali e multimediali, come l’installazione Postcards from Italy.<br />
<strong> Margherita Morpurgo</strong>, nel 2006 è cofondatrice e responsabile scientifico di ANANAS Nanotech, spin off accademico dell’Università di Padova. I suoi interessi scientifici sono nel settore della formulazione e trasporto intelligente di farmaci e nello sviluppo di sistemi diagnostici in vitro, in particolare impiegando soluzioni nanotecnologiche.<br />
<strong> Lucia Pannese</strong>, nel febbraio 2004 fonda, a Milano, imaginary, azienda che fa parte dell’Innovation Network del Politecnico di Milano. Partecipa attivamente a progetti di ricerca europei su Serious Games, Mondi Virtuali e tecnologie digitali interattive per l’apprendimento, ha all’attivo numerose pubblicazioni e partecipa come speaker a conferenze internazionali in questo settore.<br />
<strong> Francesca Romano</strong>, fondatrice e amministratore delegato di Atooma, una startup per dispositivi mobili. Atooma – a touch of magic è stata nominata la “Miglior App al Mondo” al Mobile World Congress di Barcellona (2013).<br />
<strong> Sara Roversi</strong>, assieme al marito Andrea Magelli, ha fondato Lifeinaclick, You Can, Sosushi Company ed altri numerosi Food Concept per il mercato italiano ed internazionale. Progetti, questi, oggi racchiusi all’interno di You Can Group dove Sara, è anche direttore creativo e driver costante di innovazione.</p>
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		<title>Paola Bocca, distributrice indipendente Herbalife: il benessere come scelta di vita che paga</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 14:22:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da sempre realtà poco conosciuta, la vendita diretta è un business di tutto rispetto nel nostro Paese. Secondo elaborazioni del Centro Studi di AVEDISCO &#8211; Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori &#8211; il settore muove un giro d’affari annuo che sfiora &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/03/paola-bocca-distributrice-indipendente-herbalife-il-benessere-come-scelta-di-vita-che-paga/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre realtà poco conosciuta, la vendita diretta è un business di tutto rispetto nel nostro Paese. Secondo elaborazioni del <strong>Centro Studi di AVEDISCO</strong> &#8211; Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori &#8211; il settore muove un giro d’affari annuo che sfiora i 900 milioni di Euro, dà lavoro a quasi 241.000 incaricati ed è tra i pochissimi in cui il numero degli addetti è in crescita (+7,20% nel 2011). Pur trattandosi di una realtà estremamente composita, dove convivono piccole aziende e colossi internazionali, nella vendita diretta la presenza femminile è consistente e parte su un piede di parità con gli uomini in termini di prospettive di crescita professionale e di reddito. Un esempio in questo senso è quello di <strong>Paola Bocca</strong>, quarantaquattrenne, torinese, coniugata e madre di due figli. Da 17 anni Paola è Distributrice Indipendente <strong><a href="http://www.herbalife.it/" target="_blank">Herbalife</a></strong> e oggi è al vertice di un network che conta circa 400 collaboratori e opera con successo in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Lazio.</p>
<p><strong><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/BOCCA_-PAOLA.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2057" title="Paola Bocca" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/BOCCA_-PAOLA-687x1024.jpg" alt="" width="640" height="953" /></a>In che modo sei venuta a contatto con Herbalife? Cosa ti ha spinto a intraprendere l’attività di Distributore Indipendente?</strong></p>
<p>Sono venuta a conoscenza di <strong><a href="http://www.herbalife.it/" target="_blank">Herbalife</a></strong> nel 1995 quasi per caso, nel corso di una conversazione con mia cognata. Avvicinatami per pura curiosità, ho iniziato a usare i prodotti, scoprendo così l’importanza dell’alimentazione e di un sano stile di vita per il benessere del mio organismo. I benefici che ne ho tratto sono stati talmente evidenti da suscitare l’interesse delle persone a me più vicine. Grazie anche alla formazione professionale che ho ricevuto durante i corsi formativi messi a disposizione da Herbalife, in poco tempo mi sono trovata a disporre di un budget finanziario extra non preventivato, ma che mi ha dato una soddisfazione enorme rispetto allo stipendio percepito come <strong>impiegata alla ASL.<span id="more-2056"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Non eri soddisfatta del lavoro che svolgevi nella struttura pubblica?</strong></p>
<p><strong></strong>Il problema non era il posto in se, ma la totale mancanza di mentalità meritocratica, con lo stipendio fisso che mette sullo stesso piano chi lavora tanto e chi no. Herbalife mi ha colpito proprio perché a tutti i livelli la remunerazione è basata unicamente sull’impegno profuso e le capacità di ciascun elemento. Per questo, pur potendo dedicare solo il tempo libero e i week-end all’attività di Distributore Indipendente Herbalife, mi sono resa conto che potevo finalmente realizzarmi in un lavoro che prima di tutto è una passione. Così, pezzo dopo pezzo, in soli due mesi sono riuscita a mettere in piedi la mia rete di collaboratori selezionati e formati personalmente.</p>
<p><strong>Detta così sembra un’impresa tutto sommato abbordabile. Però ci spieghi come hai fatto a conciliare questo impegno extra con le esigenze della famiglia?</strong></p>
<p>Intanto non è stata affatto una passeggiata. Nel 1995 tutto ciò che era wellness era difficile da proporre. Sono andata avanti per convinzione e per passione, per l’esperienza nata dall’uso serio degli integratori alimentari. Inoltre, sapevo esattamente cosa volevo ottenere per me stessa e per i miei figli: una qualità della vita e una possibilità di realizzazione difficilmente raggiungibili lavorando come impiegata. Il sostegno e la collaborazione di mio marito e dei miei figli sono stati decisivi quando, dopo 11 anni di part-time, ho deciso di dedicarmi a tempo pieno allo sviluppo della mia rete, abbandonando per sempre la sicurezza del posto fisso.</p>
<p><strong>Un bel salto senza rete, ma anche un rischio accuratamente calcolato.</strong></p>
<p><strong></strong>Semplicemente mi sono sentita pronta a fare questo passo, anche grazie al fatto che Herbalife non è un’azienda come le altre: ti concede la libertà di decidere dove vuoi arrivare e di scegliere tempi, orari e collaboratori qualificati. Inoltre, da figlia d’imprenditori so bene che per ricavare un margine di guadagno una volta detratte le spese è necessario dedicare l’80% del proprio tempo al lavoro, mentre con Herbalife ho imparato la vera intelligenza finanziaria, cioè fare in modo che sia il business a lavorare per te e non viceversa.</p>
<p><strong> Com’è organizzata oggi la tua giornata-tipo?</strong></p>
<p><strong></strong>Da sei anni a questa parte la mia giornata lavorativa è scandita da almeno 4 ore giornaliere di attività, ripartite tra l’aggiornamento personale, la selezione e formazione dei collaboratori del mio network e le attività di vendita vere e proprie.</p>
<p><strong>In che misura la crisi economica si sta facendo sentire nella tua attività?</strong></p>
<p>Si sta facendo sentire ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, ha avuto dei risvolti positivi. Quando ho cominciato la mia attività, quasi venti anni fa, c’era molto scetticismo nei confronti del network marketing perché era una modalità di business poco conosciuta in Italia. Oggi, invece, che la crisi ha messo a dura prova i modelli di business considerati “tradizionali” e c’è maggiore conoscenza sul tema, basti pensare che è argomento d’esame all’università Bocconi di Milano, la vendita diretta viene vista come un’opportunità. Anzi, sempre più spesso incontro persone disponibili a seguire il consiglio che do a tutti, e cioè di ragionare sull’opportunità di diventare Distributori Indipendenti Herbalife sia per contare su una fonte aggiuntiva di reddito sia come “Piano B” per mettersi al riparo dagli imprevisti della sorte.</p>
<p><strong>Paola Bocca</strong></p>
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		<title>#SeiUnicaPerché &#8211; Sei donna, mamma e imprenditrice</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 17:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La presenza delle donne è significativa nel settore dell&#8217;economia e lo scorso anno in Italia sono nate ben 103.391 imprese condotte da donne. Questi dati vengono forniti da un&#8217;indagine della Coldiretti, che conferma che quasi un&#8217;impresa su quattro è condotta &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/03/seiunicaperche-sei-donna-mamma-e-imprenditrice/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><span style="font-size: 16px;">La presenza delle <strong>donne </strong>è significativa nel settore dell&#8217;<strong>economia</strong> e lo scorso anno in Italia sono nate ben 103.391 imprese condotte da donne. Questi dati vengono forniti da un&#8217;indagine della Coldiretti, che conferma che quasi un&#8217;impresa su quattro è condotta da donne. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">In questi mesi abbiamo intervistato molte <strong>donne imprenditrici</strong> per conoscerle da vicino, abbiamo scoperto la loro storia, le passioni, i sacrifici e i successi ottenuti. Oggi per la <strong>festa della donna</strong> rendiamo omaggio a tutte le donne. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Ecco alcune donne che ogni giorno contribuiscono alla crescita di molte realtà economiche e sociali.</span></div>
<div></div>
<div></div>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/17009250?rel=0" width="427" height="356" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC;border-width:1px 1px 0;margin-bottom:5px" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen> </iframe>
<div style="margin-bottom:5px"> <strong> <a href="http://www.slideshare.net/ImpresaSemplice/seiunicaperch-le-protagoniste-di-donna-impresa-17009250" title="#SeiUnicaPerché - Sei donna, mamma e imprenditrice" target="_blank">#SeiUnicaPerché &#8211; Sei donna, mamma e imprenditrice</a> </strong> from <strong><a href="http://www.slideshare.net/ImpresaSemplice" target="_blank">Impresa Semplice</a></strong> </div>
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		<title>Paola Polce coltiva erbe aromatiche officinali per trasformarle in agridetergenti per la pulizia della casa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 14:56:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Paola Polce è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog. Nasco da padre abruzzese e madre lombarda, quando ancora i matrimoni &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/03/paola-polce-coltiva-erbe-aromatiche-officinali-per-trasformarle-in-agridetergenti-per-la-pulizia-della-casa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em>Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Paola Polce è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog.</em></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/028_.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2032" title="Paola Polce" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/028_-768x1024.jpg" alt="" width="640" height="853" /></a>Nasco da padre abruzzese e madre lombarda, quando ancora i matrimoni “misti” tra Nord e Sud erano rari. Ho sempre avuto una spiccata predilezione per gli studi e una buona creatività artistica, che confluiscono in una doppia maturità: la classica e l’artistica. Ho studiato con successo <strong>Storia dell’Arte</strong> all’Università di Lettere a Torino, intercalando gli studi con l’esperienza di <strong>Restauro Pittorico</strong> e il lavoro di indossatrice e presentatrice televisiva, fino a venticinque anni. Sono diventata socia della più importante Agenzia di Moda e Pubblicità di Torino, la <strong>Model’s Corporation</strong>, dove ho sviluppato l’attività di regista di spettacoli e sfilate di moda, booker e organizzatrice, fino alla fondazione di una società, la Eyes, Moda e Pubblicità. Dal ‘97 in poi, una rapida sequenza di lutti e malattie dei miei famigliari più cari, mi porta ad abbandonare questo ambito lavorativo e al bisogno di indagare le <strong>Discipline Olistiche</strong>, che studio con passione. Questi studi mi aprono nuovi orizzonti di vita e di pensiero: divento Naturopata e incontro Antonina Maria e Ardian, che fanno <strong>detergenti naturali</strong> per la casa in un piccolo laboratorio a Vidracco, con il loro bagaglio di esperienze e di sogni. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/PRODOTTI.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2033" title="PRODOTTI" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/PRODOTTI-1024x680.jpg" alt="" width="640" height="425" /></a><span id="more-2031"></span>Nel luglio 2010 fondiamo <strong><a href="http://www.cascinameira.com/" target="_blank">Le erbe di Brillor</a></strong> e a settembre escono sul mercato i nuovi <strong>Agridetergenti</strong>. Mi trasferisco dal centro di Torino ad Alice Sup e divento Piccola Imprenditrice Agricola, proprietaria della <strong>Cascina Meira</strong>: con le sue erbe spontanee e coltivate, si creano gli Agridetergenti. La ristrutturazione in corso farà della Cascina il Laboratorio di produzione, la Cascina Didattica e il Centro di ricerca per la Fitodetergenza.</span></div>
<div><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2034" title="3" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/3.jpg" alt="" width="800" height="600" /></a><span style="font-size: 16px;">Come Naturopata, ho inserito elementi di cromo-aromaterapia nei nuovi prodotti <strong>Brillor</strong> e ho impostato l’immagine sul concetto di Benessere per l’uomo, la casa e l’ambiente, con l’impegno di formulare prodotti non solo pulenti, ma coadiuvanti del ben-essere. Venendo “dal dorato mondo della moda”, parlo degli Agridetergenti come “nuova collezione” e li voglio belli, colorati e profumati. Qual è il filo logico di esperienze così diverse tra loro? La bellezza: è tutta la vita che lavoro per la bellezza. La bellezza dell’arte, della natura, dell’eccellenza agro alimentare, turistica e imprenditoriale. Il nostro prodotto ha complesse radici culturali ed è il tramite per divulgare consapevolezza e nuova ecologia. Per la sua realizzazione, abbiamo dedicato i nostri beni personali alla salvaguardia di un’area Sic (sito di interesse comunitario), come quella del lago di Alice, dove, in un delicato equilibrio, abbiamo cercato di bonificare un bosco abbandonato, creando il <strong>Parco della Fitodetergenza</strong>. La cascina è stata ricostruita secondo criteri di eco bio edilizia, con sistema fotovoltaico e solare, materiali naturali e ciclo dell’acqua chiuso con fito depurazione. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Vengo da umili matrici contadine, di cui ho chiara memoria, ma non ho ereditato un’azienda agricola, come le splendide colleghe imprenditrici con cui ho condiviso il premio <strong><a href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a></strong>. Questo premio giunge imprevisto e per questo assai gradito. Il nostro progetto è donna nella sua essenza ed essere donna è spesso difficile, ma un modo più femminile di gestire le problematiche sociali ed economiche, farà un gran bene al nostro vecchio mondo.</span></div>
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		<title>Nicoletta Merlo: la sua capacità di ascoltare e la passione l&#8217;ha portata al successo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 14:48:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nicoletta Merlo da 23 anni è al timone di Mauri, storica azienda lombarda nota per la produzione di formaggio tipico. Ci racconta un po&#8217; la sua storia imprenditoriale? Nel 1989 il mio adorato papà mancò in pochi mesi. Da studente &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/03/nicoletta-merlo-la-sua-capacita-di-ascoltare-e-la-passione-lha-portata-al-successo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><span style="font-size: 16px;"><strong>Nicoletta Merlo da 23 anni è al timone di Mauri, storica azienda lombarda nota per la produzione di formaggio tipico. Ci racconta un po&#8217; la sua storia imprenditoriale?</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/Nicoletta-Merlo-orizz.1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2014" title="Nicoletta Merlo " src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/Nicoletta-Merlo-orizz.1-1024x682.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a>Nel 1989 il mio adorato papà mancò in pochi mesi. Da studente in Economia e Commercio mi trovai di fronte a una scelta difficile quanto importante: smettere di studiare e occuparmi dell’<strong><a href="http://www.mauri.it/default.html" target="_blank">azienda di famiglia</a></strong> oppure vendere ciò che mio padre e prima di lui tutta la mia famiglia avevano costruito con tanto impegno e passione. Il grande amore e la stima che mi legava a lui, in un attimo, mi hanno fatto prendere la decisione per cui oggi sono qui. Lo consideravo l&#8217;unico modo per evitare di perderlo un&#8217;altra volta, e l&#8217;unico modo per sentirlo ancora vicino. Il forte dolore dei primi tempi non mi permette di mettere a fuoco con precisione il mio primo anno. Essendo molto giovane – avevo superato da poco i 20 anni – e, elemento non trascurabile, essendo una donna in un settore tradizionalmente maschile, c’è voluta molta dedizione e grande impegno per riuscire a costruirmi un profilo di credibilità e affidabilità. Ciò che mi ha aiutato sin dall’inizio è stata la capacità di ascoltare, un’attitudine preziosa che mi ha consentito di conoscere, capire e imparare senza impormi sulle persone e sulle dinamiche di lavoro. <strong>Ascoltare</strong> rappresenta per me una regola d’oro, che seguo sempre, ancora oggi dopo 23 anni, prima di prendere qualsiasi decisione: conoscere, confrontarmi con il mio team di ottimi collaboratori e, solo dopo, arrivare a una conclusione.<span id="more-2012"></span><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong>Quali sono le strategie che ha adottato per rendere l&#8217;azienda leader nel settore? </strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Da sempre poniamo grande attenzione e cura al ciclo produttivo in ogni sua fase, partendo dall’elevata qualità della <strong>materia prima</strong>. Abbiamo un rapporto di grande collaborazione con ogni nostro fornitore di latte: persone che collaborano con noi in modo concreto ed efficiente da moltissimi anni (alcuni vi collaborano da ben prima che arrivassi io). Inoltre, il personale che lavora in azienda ha una conoscenza e una cultura del prodotto e delle fasi di lavorazione importante, che si tramanda ancora di padre in figlio.</span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong>Quali sono i valori che porta avanti nell&#8217;azienda e come sono cambiati negli anni? </strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Considero l’azienda e le persone con cui collaboro una vera e propria famiglia, e mi rendo conto quotidianamente di quanto abbia bisogno del loro supporto e sostegno. Al tempo stesso  le persone con cui lavoro sanno che possono avere da me aiuto e supporto. Un rapporto di reciprocità e sostegno che incentiva entrambe le parti, e porta ognuno di noi a dare il meglio per ottenere il massimo risultato. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong>La qualità e la tracciabilità dei prodotti sono due fattori chiave. In che modo curate questi due aspetti?</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong> </strong>Qualità e tracciabilità sono due elementi determinanti per produzioni come le nostre. La qualità è mossa da un principio forse banale, ma per me fondamentale: produrre ciò che tutti noi, che lavoriamo in azienda, compreremmo per metterlo in tavola e condividerlo con le nostre famiglie. In merito alla tracciabilità, da anni abbiamo adottato uno tra i più moderni software grazie al quale riusciamo a monitorare ogni passaggio del processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito: un sistema che ci consente di risalire con precisione non soltanto ai singoli fornitori, ma a ogni soggetto coinvolto nella realizzazione del prodotto. </span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px;"> </span><span style="font-size: 16px;">Vendete i prodotti in Italia o anche negli altri Paesi? Come vi siete posizionati?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Il mercato principale rimane sempre l’Italia, ma le esportazioni oggi rappresentano per noi quasi il 30% del fatturato. Si può dire che raggiungiamo i 4 angoli del mondo: dall’Europa all’Australia, dal Sud America alla Russia passando gli States, dove da meno di un anno abbiamo aperto una nuova società, la <strong>Mauri Usa</strong>, per presidiare da vicino questo mercato vasto e ricco di opportunità. </span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong>Data la sua esperienza lavorativa cosa consiglierebbe alle ragazze che hanno voglia di intraprendere un&#8217;attività imprenditoriale?</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong> </strong>Non c’è una formula segreta, ma sicuramente l’umiltà, il senso di responsabilità e lo spirito di sacrificio, uniti alla determinazione e alla forza soprattutto interiore, sono caratteristiche indispensabili per affrontare ostacoli e difficoltà. Ma il risultato è sicuramente appagante: la gioia di vedere crescere la propria impresa e di poter condividere i successi e le soddisfazioni ripaga dei sacrifici fatti. C’è poi la possibilità, pressoché infinita, di conoscere persone che arricchiscono le proprie conoscenze aiutandoti a formare non solo la tua personalità, ma anche a relazionarti con il mondo intero. Una fortuna questa che un imprenditore ha rispetto ad altri tipi di lavoro.</span></div>
<div><span style="font-size: 16px;"><strong><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/Nicoletta-Merlo-kid-chen-lab.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2016" title="Nicoletta Merlo kid-chen lab" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/03/Nicoletta-Merlo-kid-chen-lab-682x1024.jpg" alt="" width="640" height="960" /></a>La vita da manager è molto impegnata e fitta di appuntamenti ma non mancheranno altre passioni e hobby. Ce li racconta?</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Una dei miei punti di forza, lo ritengo un prezioso e personale rifugio, è la famiglia, tra cui i miei meravigliosi e fantastici nipoti: sono 5, e con loro passo molto del mio tempo libero e spesso, anzi quasi sempre, sono perfetti compagni di viaggio. Inoltre amo leggere e faccio sport: lo sci è senz’altro il mio preferito.</span></div>
<div><span style="font-size: 16px;">Nicoletta Merlo</span></div>
<div><a href="http://www.mauri.it/default.html" target="_blank"><span style="font-size: medium;">www.mauri.it</span></a></div>
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		<title>DAY ONE un progetto culturale, artistico e imprenditoriale nato dalla volontà di quattro donne</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 16:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto DAY ONE nasce dalla volontà di quattro donne professioniste del settore culturale e della comunicazione. Chi sono Ilaria Buselli, Francesca Ferrari, Lia Elisabeth Ginepri e Sara Buselli? Sono prima di tutto quattro grandi amiche, direi amiche di sempre. &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/02/day-one-un-progetto-culturale-artistico-e-imprenditoriale-nato-dalla-volonta-di-quattro-donne/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><span style="font-size: 16px;"><strong>Il progetto DAY ONE nasce dalla volontà di quattro donne professioniste del settore culturale e della comunicazione. Chi sono Ilaria Buselli, Francesca Ferrari, Lia Elisabeth Ginepri e Sara Buselli?</strong></span></div>
<p>Sono prima di tutto quattro grandi amiche, direi amiche di sempre. Infatti, io, Ilaria e Francesca siamo nate e cresciute nella stessa città ligure (La Spezia). Poi, dieci anni fa, ci siamo trasferite a Firenze  dove abbiamo conosciuto Lia. Ci unisce una grande complicità e intimità, addirittura io e Ilaria siamo sorelle gemelle! Detto questo, siamo quattro professioniste del settore culturale e della comunicazione: Ilaria è pittrice e si occupa di <strong>grafica e web communication</strong>, vive tra Berlino e Firenze. Francesca è<strong> critica musicale</strong> e si occupa di music management, vive a Londra. Lia è <strong>attrice e educatrice</strong> e vive a Parigi. Io sono <strong>ufficio stampa e project manager</strong> per il settore culturale e mi occupo di management di festival culturali. Vivo a Firenze.<br />
<strong><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/011.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1959" title="day one" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/011-680x1024.jpg" alt="" width="640" height="963" /></a>Ci spiegate cos&#8217;è DAY ONE? </strong>È un progetto di servizi per le arti nato a Firenze, una piattaforma online che si rivolge ad artisti e a tutti i professionisti dell&#8217;arte. Attraverso il sito  <a href="http://www.dayone-art.com" target="_blank">www.dayone-art.com</a> ogni artista da qualsiasi parte del mondo può progettare il suo evento in Italia, in pochi click seleziona le caratteristiche che preferisce, fino a realizzarlo. I servizi sono rivolti non solo ai singoli artisti ma anche alle<strong> scuole d’arte</strong>, alle <strong>fondazioni</strong>, agli <strong>Istituti di Cultura</strong>, alle <strong>associazioni</strong>. L’idea è unica nel suo genere proprio per l&#8217;applicazione del mondo web e social ai servizi culturali e per le caratteristiche di: coinvolgimento dell’utente, personalizzazione dell’evento, nessuna infrastruttura, social media networking, risparmio di tempo=abbattimento di costi, cultura sostenibile, impresa senza frontiere. Crediamo che, anche per il settore dei servizi, la nuova frontiera sia l’online e che anche il mercato culturale debba entrare nella new economy ed incontrare il mondo dell’e-commerce.<span id="more-1955"></span></p>
<p><strong>Il progetto si basa sui concetti di co-working e self-service. Ci raccontare come funziona? </strong>Co-working è la nostra “parolina magica”. Stiamo proprio in questi mesi trasferendo la nostra sede in uno spazio di lavoro contemporaneo e  stimolante, il Multiverso, un <strong>co-working</strong> fiorentino di nuova generazione. Inoltre, questa filosofica del collaborare e condividere è assolutamente parte del nostro stile, del nostro modo di lavorare. È così con i nostri partners, istituzionali o privati, ma è così soprattutto con tutti i nostri clienti: dal singolo artista alla grande istituzione. Creiamo ogni evento insieme all’artista, realizzando ogni volta un’esperienza unica e irripetibile.</p>
<p><strong>La cultura al centro di incontri, scambi, conoscenza interpersonale, diventa un elemento strategico per un nuovo modello di business. Ci sono effetti positivi? </strong><br />
<a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/17.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1964" title="17" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/17.jpg" alt="" width="946" height="710" /></a>In tempi in cui la produzione industriale è in profonda crisi, la cultura è un settore su cui investire. Il settore culturale e i relativi servizi  a nostro avviso non sono riusciti però a stare al passo con i tempi, per questo ci proponiamo di innovarli e renderli facili, accessibili, online. Il progetto <strong><a href="http://www.dayone-art.com/" target="_blank">DAY ONE</a></strong> è per sua natura riproducibile ed economicamente sostenibile. I costi fissi infatti sono abbattuti grazie all&#8217;online. L’obbiettivo è  proprio quello di mettere in rete la creatività, aumentare la circolazione delle idee e la partecipazione alla cultura, diffondere la cultura attraverso la comunicazione digitale abbattendo il digital divide. I successi ottenuti ci fanno programmare una crescita con l’obbiettivo di  diventare sempre più un network internazionale avente ad oggetto l’impresa sociale e culturale. Questo permetterebbe un trasferimento di nuova tecnologia all’interno del sistema economico locale e la coniugazione dei valori d’impresa e sostenibilità economica con i valori della cultura. DAY ONE si oppone con i fatti alla retorica della crisi, mettendo assieme giovani competenze per dialogare con imprese sociali, operatori culturali e comunità online.</p>
<p><strong>Attualmente DAY ONE ha ideato il “Festival of Contemporary Visions&#8221;. Ci raccontate in cosa consiste?</strong><br />
Il “<strong>Festival of Contemporary Visions</strong>” è un festival di arti visive nato con l’intento di portare a Firenze il meglio della scena artistica contemporanea internazionale e farlo dialogare con il lavoro e la ricerca di artisti italiani. Quindi, le “visioni contemporanee” proposte saranno quelle di tanti artisti differenti per provenienza, età, disciplina e formazione che come un grande mosaico saranno le tessere-polaroid per raccontare il mondo in cui viviamo. Si articolerà in diverse location fiorentine da aprile a luglio 2013, ed è composto da quattro ARTCLOUD (sessioni artistiche) una per ogni mese. Il primo evento artistico, ARTCLOUD#1, e quindi l’inaugurazione del festival, sarà ospitato in uno dei luoghi più contemporanei della città, ovvero la galleria espositiva del Multiverso. L’apertura del festival sarà celebrata dall’esibizione del giovane performer russo, residente a Berlino, <strong>Mischa Badasyan</strong>.</p>
<p><strong>Sara Buselli</strong></p>
<p><a href="http://www.dayone-art.com/">www.dayone-art.com</a></p>
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		<title>Buone prassi: premio per la responsabilità sociale ad Anna Josè Buttafava</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 13:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anna Josè Buttafava, titolare di tre saloni di acconciatura nel Lodigiano, ha ricevuto l’attestato di Impresa Responsabile tra le migliori Buone prassi aziendali di responsabilità sociale per il 2012. Ci racconta com&#8217;è andata? Fin da quando ho aperto la mia &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/02/buone-prassi-premio-per-la-responsabilita-sociale-ad-anna-jose-buttafava/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anna Josè Buttafava, titolare di tre saloni di acconciatura nel Lodigiano, ha ricevuto l’attestato di Impresa Responsabile tra le migliori Buone prassi aziendali di responsabilità sociale per il 2012. Ci racconta com&#8217;è andata?<br />
</strong><br />
<a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Premio-Buone-Prassi-Anna-Josè-Buttafava.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1998" title="Premio Buone Prassi Anna Josè Buttafava" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Premio-Buone-Prassi-Anna-Josè-Buttafava-1024x682.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a>Fin da quando ho aperto la mia attività, nel 1978, sono stata sempre consapevole di essere interdipendente dagli &#8220;altri&#8221;, collaboratori o clienti, sviluppando la sete di confronto e l&#8217;interesse ai temi umani, legati alle donne e al territorio. Perciò ho cercato di interagire con le realtà presenti nella mia zona, dapprima con una lunga esperienza nel gruppo Donne Impresa di Confartigianato e man mano ampliando gli orizzonti.<br />
Con l’aumento delle informazioni e dell’esperienza sono nati progetti come &#8220;<strong>La Giornata Solidale</strong>&#8221; dal 1996, in cui il nostro incasso del 1° martedì di novembre viene devoluto a sostegno di iniziative solidali locali ed internazionali. Costruendo rapporti armoniosi con il commercio locale, associazioni ed enti amministrativi, abbiamo avviato nel 2004 &#8221; <strong>Un libro per amore</strong> &#8220;, raccolta e rivendita di libri usati a scopo benefico. Grazie alla disponibilità e sensibilità dei miei soci e collaboratori, offriamo anche il servizio capelli gratuito ai malati oncologici, negli Hospice di Codogno e Casalpusterlengo, e a persone disabili, tramite la Cooperativa Amicizia di Codogno.<span id="more-1980"></span><br />
Le nostre iniziative hanno via via catturato l’attenzione delle istituzioni: &#8220;<strong>Stiro Amico</strong>&#8220;, un servizio di stireria gratuita per le collaboratrici mamme, nel 2009 ha ottenuto un finanziamento ministeriale (legge 53 art. 9/2000 a favore di pratiche di Conciliazione Famiglia-Lavoro), e nel 2011  il Premio Famiglia Lavoro della Regione Lombardia, come miglior progetto realizzato da una piccola realtà imprenditoriale. Il progetto “<strong>M</strong><strong>amma- Donna</strong>” nel 2011 si è classificato al 2° posto, per il cofinanziamento di progetti di Conciliazione dei tempi e di Welfare interaziendale indetto dalla Regione Lombardia. Con il coinvolgimento di Confartigianato, Confcommercio, la Provincia di Lodi e il Comune di Codogno in un’operazione in &#8220;rete&#8221;, “Mamma-Donna” propone infatti un innovativo<strong> Welfare Interaziendale</strong>, offrendo alle nostre collaboratrici e alle clienti degli esercizi commerciali ed artigianali di Codogno, l&#8217;intrattenimento dei loro bimbi in un moderno Baby Parking  in orari extrascolastici. In più, per le nostre collaboratrici, il servizio è personalizzato in base alle loro esigenze, includendo il servizio trimestrale di grandi pulizie.<br />
L&#8217;interdipendenza, il passaparola, e l&#8217;interazione con le Istituzioni, hanno determinato la fama dei nostri interventi, e il riconoscimento come Buone Prassi.</p>
<p><strong>Un riconoscimento che la iscrive di diritto nel Repertorio Web delle Buone Prassi Lombarde. Quali sono i vantaggi?</strong></p>
<p>La presenza ufficiale tra le <strong>Buone Prassi Lombarde </strong>ci conferma di aver percorso la strada giusta, e contemporaneamente ci impegna a continuare migliorandola. Ci auguriamo  che la divulgazione delle nostre attività (monitorate sul Repertorio Web) e la visibilità che ne deriva siano uno stimolo e un’ispirazione per altre piccole imprese.</p>
<p><strong>Com&#8217;è nato il suo salone di Codogno? Cos&#8217;è che la contraddistingue dagli altri e quali i vostri servizi?</strong></p>
<p><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Salone-Codogno-AJ_.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1988" title="Salone Codogno AJ_" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Salone-Codogno-AJ_-1024x682.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a>Il <strong>salone di Codogno</strong> (mi piace  definirlo  “salone madre”) ha cavalcato molte trasformazioni, di pari passo con la mia personale maturazione. Di recente, si è accentuata la mia spontanea attenzione all&#8217;ambiente nel totale rinnovo del salone, orientato alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale con accorgimenti per  ridurre i consumi idrici ed energetici. Tutti i materiali d&#8217;arredo sono naturali e non trattati, si è ridotto al minimo il materiale monouso, e abbiamo scelto cosmetici di derivazione naturale, prodotti da un’azienda che li realizza certificandone l&#8217;ecosostenibilità, e ispirandosi alla filosofia ayurvedica e all&#8217;aromaterapia.<br />
Abbiamo anche inserito 10 specchiere multimediali, dotate di video-computer con cui i clienti possono intrattenersi durante il tempo di esecuzione del servizio, e persino (grazie al collegamento col baby parking) monitorare l’attività dei propri bambini. (Un’idea piaciuta al punto da ottenere il Premio Ok Italia Unicredit per ”innovazione tecnologica e campioni di efficienza organizzativa”). Per chi desidera la propria privacy, c’è uno spazio appartato e riservato. Infine una cabina estetica dotata di doccia ci consente di offrire trattamenti estetici e massaggi a viso e corpo.<br />
Tutti i nostri servizi sono orientati al benessere e al “bellessere”, attraverso la costante formazione di tutto lo staff. Uno stile professionale riassunto nella nostra Carta dei Valori, pubblicata sul sito <a href="http://www.annajose.it/skins/ita/" target="_blank"><strong>Annajose</strong></a>.</p>
<p><strong>L’acconciatore come soggetto integrante nell’evoluzione della società. Ci spiega questo concetto?</strong><br />
<a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Lavoro-in-salone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1990" title="Lavoro in salone" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/Lavoro-in-salone.jpg" alt="" width="960" height="720" /></a>Si tende a pensare al salone del parrucchiere come un luogo spensierato e frivolo, ma non è così: quotidianamente siamo bombardati da stimoli e informazioni, e questo produce da parte nostra dei filtri, per cui il vero ascolto è poco esercitato, ed essere ascoltati è diventato un bisogno sociale. E l&#8217;acconciatore, prima di essere un esecutore, è un ascoltatore.<br />
In un’attualità così difficile, le ambizioni di felicità si sono ridotte a piccole gratificazioni. L&#8217; affidarsi a qualcuno che ci ascolti, si prenda cura di noi, migliori il nostro aspetto e ci faccia sentire meglio con noi stessi, corrisponde a un appagamento  che dà vita a frammenti di felicità.<br />
Non solo: l&#8217;acconciatore, come molti artigiani, è un educatore al lavoro per giovani che si stanno costruendo il futuro. I giovani, che crescono e si formano non solo su competenze, ma anche su valori, e comprendono che nella realtà tutto è interconnesso, sono i semi di un futuro che può solo migliorare.</p>
<p><strong>Cosa consiglia alle donne alla luce della sua esperienza lavorativa e dei suoi traguardi?</strong></p>
<p>Il mio consiglio é di non confondere parità con omologazione ed imitazione del modello maschile. Parità é per me il termine che definisce: pari dignità delle diversità. Malgrado le apparenze, spesso strumentali e di rappresentanza, la nostra società è ancora fortemente maschilista, e a noi spetta il diritto-dovere di non ritirarci dietro la nostra mania di perfezionismo (&#8220;o lo faccio bene, o non lo faccio&#8221;). Facciamo quel che possiamo e come possiamo, ma Facciamo!!! Liberiamoci dai sensi di colpa inculcatici da stereotipi mediatici e culturali, pazienza se non siamo perfette! Il mondo ha bisogno del nostro pragmatismo, della nostra capacità di sintesi, della nostra versatilità e del nostro senso civico e sociale, che abbiamo il compito di ravvivare e tramandare.</p>
<p><strong>Quali sono le sue passioni oltre il mondo delle acconciature?</strong></p>
<p>La prima passione è l&#8217;essere umano, la sua storia e la storia del suo pensiero. Amo la parola scritta, la lettura, la scrittura, la poesia. Amo l&#8217;arte figurativa, le biografie degli artisti e la contemplazione della bellezza che ogni uomo persegue sin dai primordi del nostro esistere. Amo ricercare ed approfondire ciò che collega la moda al costume sociale ed alle altre manifestazioni umane nella contemporaneità delle epoche. Amo cercare&#8221; il senso della vita&#8221;. E poi i colori, la natura e lo spirito che risiede in ogni cosa.</p>
<p><a href="http://www.annajose.it " target="_blank">Anna Josè Buttafava</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Anna-Jos%C3%A8-Parrucchieri/272918279404925?fref=ts" target="_blank">Facebook</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/annajosehair" target="_blank">Youtube</a></p>
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		<title>Sara Galvagna ci racconta della startup Svinando</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 15:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiamo Sara Galvagna, ho 30 anni e sono nata e cresciuta a Chiavari, in provincia di Genova. Sono sempre stata molto cuoriosa e ambiziosa, con una gran voglia di conoscere il mondo e allargare i miei orizzonti. Così a 18 &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/02/sara-galvagna-ci-racconta-della-startup-svinando/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo <strong>Sara Galvagna</strong>, ho 30 anni e sono nata e cresciuta a Chiavari, in provincia di Genova. Sono sempre stata molto cuoriosa e ambiziosa, con una gran voglia di conoscere il mondo e allargare i miei orizzonti.</p>
<p><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/IMG_4107_1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1971" title="Sara Galvagna di Svinando" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/IMG_4107_1-682x1024.jpg" alt="" width="640" height="960" /></a>Così a 18 anni ho lasciato casa e mi sono trasferita a Milano dove ho studiato economia aziendale e finanza. Gli ultimi anni di università li ho passati come studentessa lavoratrice, infatti lavoravo full time come consulente in una società di revisione contabile. Dopo la laurea la mia voglia di viaggiare mi ha portata a Roma dove ho vissuto e lavorato come consulente aziendale per tre anni. E&#8217; stata un&#8217;esperienza di lavoro molto importante che mi ha aiutata a capire che consigliare e supportare le aziende era la mia passione, ma che mi sarebbe piaciuto aiutarle sin dal principio. Mi sono così trasferita a Torino dove ho iniziato a lavorare in un fondo di <strong>Venture Capital</strong>: un fondo di investimento che si occupa di investire e trasformare in imprese le idee (ad alta tecnologia) dei <strong>giovani imprenditori</strong>. Un lavoro entusiasmante che mi ha permesso di lavorare con tanti imprenditori, supportarli nell&#8217;avviare la loro<strong> start-up</strong> e di toccare con mano come l&#8217;Italia abbia davvero la possibilità di uscire dalla crisi grazie alla passione e alla professionalità di tanti piccoli imprenditori che ogni giorno lavorano per costruire nuove aziende, rischiando in prima persona. Dopo 2 anni ho così deciso di mettere a frutto le mie esperienze e dedicarmi alla mia start-up, e con un gruppo di amici, che è andato mano a mano crescendo, è nato <a href="http://www.svinando.com" target="_blank"><strong>Svinando</strong></a>. <span id="more-1932"></span>La passione per la tecnologia e per il vino ci ha accomunati e ora siamo in otto. Questo il team:</p>
<p><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/foto-di-gruppo_.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1972" title="foto di gruppo_" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/foto-di-gruppo_-1024x614.jpg" alt="" width="640" height="383" /></a>1.	<strong>Silvio Scagnelli</strong> &#8211; laurea in management, dottore commercialista, responsabile logistica e partnership</p>
<p>2.	<strong>Gianpiero Gerbi</strong> &#8211; laurea in enologia, enologo, responsabile qualità e definizione guidelines per selezione prodotti e co-founder</p>
<p>3.	<strong>Lorenzo Triolo</strong> &#8211; laurea in economia, responsabile rapporti con i produttori e co-founder</p>
<p>4.	<strong>Umberto Bozzolini</strong> &#8211; laurea in scienze delle comunicazioni, giornalista e blogger, responsabile produzione contenuti editoriali</p>
<p>5.	<strong>Edoardo Davini</strong> &#8211; nuovo arrivato, web developer</p>
<p>6.	<strong>Roberto Lucignani</strong> &#8211; laurea in ingegneria elettronica, esperto IT, responsabile piattaforma e sicurezza</p>
<p>7.	<strong>Riccardo Triolo</strong> &#8211; laurea in management, dottore commercialista, ha lavorato in un fondo di Venture Capital e in una start-up, fondatore e CEO</p>
<p>Io mi occupo di strategia e marketing, ma il bello della start-up (e di Svinando) è proprio che non ci sono ruoli fissi, anzi c&#8217;è un clima fertile per le nuove idee e per il contributo di ognuno. <strong><a href="http://www.svinando.com/customer/account/create/" target="_blank">Svinando</a></strong> mira a rispondere alle attuali esigenze dei consumatori vendendo <strong>vini eccellenti</strong>. E&#8217; una piattaforma web e mobile per la vendita online di vino in modalità <strong>private sales</strong>, il che significa organizzare le vendite in eventi: offerte lampo (in quantità contenute e per un periodo di tempo limitato) a prezzi scontati di eccellenze vinicole altrimenti non facilmente reperibili sul mercato. All’interno di Svinando sarà presentata una singola etichetta alla volta con un approccio editoriale: unitamente all’imprescindibile analisi organolettica, i clienti troveranno la <strong>storia del vino</strong> e del produttore, inserite per dare ad ogni bottiglia una faccia, replicando in maniera virtuale la visita in cantina. Uno dei punti di forza del progetto è che abbina questo modello molto innovativo ad un <strong>business</strong> che invece è molto legato alle tradizioni, valorizzando il <strong>Made in Italy</strong> in un momento in cui l&#8217;Italia in particolare è in forte crisi.</p>
<p>Questo video promozionale spiega velocemente e in maniera simpatica quello che facciamo:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/54295547" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/54295547">Presentazione Svinando</a> from <a href="http://vimeo.com/user14895884">Svinando</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Emanuela Risso e Luisa Armenia hanno vinto il Premio WWW del Sole24Ore</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 17:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete un gruppo di giovani genovesi che ha creato la pagina &#8220;Angeli col fango sulle magliette&#8221;, nei giorni dell’alluvione a Genova. Ci raccontate qualcosa di voi? EMANUELA: sono una ventisettenne genovese, laureata in Mediazione Culturale e appassionata di comunicazione e &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/02/emanuela-risso-e-luisa-armenia-hanno-vinto-il-premio-www-del-sole24ore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><span style="font-size: 16px;"><strong>Siete un gruppo di giovani genovesi che ha creato la pagina &#8220;Angeli col fango sulle magliette&#8221;, nei giorni dell’alluvione a Genova. Ci raccontate qualcosa di voi?</strong></span></div>
<p>EMANUELA: sono una ventisettenne genovese, laureata in Mediazione Culturale e appassionata di comunicazione e nuovi media. Da qualche anno &#8220;prestata&#8221; al web, prima grazie ad un corso di specializzazione in Marketing 2.0 e poi con diverse esperienze professionali, attualmente mi occupo di SEO, Social Media Management e Copywriting presso una web agency. Sulla Rete mi sento a mio agio: qui riesco a coniugare la mia attitudine alla scrittura con la voglia di creare dialogo, partecipazione e coinvolgimento. Questo è quello che, in fondo, amo fare anche nel mio tempo libero. Soprattutto quando queste attività riguardano temi che mi suscitano profondo interesse e riescono a tradursi dall&#8217;online all&#8217;offline: l&#8217;esperienza di &#8220;<strong><a href="http://www.facebook.com/fangosullemagliette" target="_blank">Angeli col Fango sulle Magliette</a></strong>&#8221; è forse uno degli esempi più significativi.</p>
<p>LUISA: sono la più &#8220;anziana&#8221; del gruppo, ho 43 anni. Sono una creativa e una tecnica insieme, da sempre sensibile a progetti riguardanti il sociale e il civico, il miglioramento delle condizioni di vita delle persone, la solidarietà. Mi occupo di comunicazione, sul web e non (Web Content Manager, Social Media Strategist, SEO, ufficio stampa&#8230;), ho competenze da webmaster, sono una &#8220;smanettona&#8221; multimediale, destreggiandomi tra programmi per l&#8217;editing musicale, video, grafica e altro. Attualmente collaboro nel no profit con Associazioni che promuovono la cultura dell&#8217;invecchiamento attivo. Credo fortemente che la rivoluzione digitale e l&#8217;innovazione tecnologica, se usate correttamente, possano portare benefici sia alla crescita economica di un paese, sia al suo welfare, e dare nuova linfa vitale ad ambiti importanti come la cultura, l&#8217;ecosostenibilità, la solidarietà tra le generazioni, la cittadinanza attiva, l&#8217;attenzione ai più deboli, la coesione sociale, il dialogo con le istituzioni.</p>
<p><strong><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/IMG_5293_1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1950" title="Emanuela Risso e Luisa Armenia" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/IMG_5293_1-1024x626.jpg" alt="" width="640" height="391" /></a><span id="more-1919"></span>La pagina ha avuto un notevole successo, ci raccontate com&#8217;è andata?<br />
</strong>EMANUELA: la mattina del 4 Novembre 2011 avevo, insieme a Luisa ed altre compagne di corso, appena finito di sostenere un esame per il conseguimento del titolo di &#8220;Tecnico Web Marketing 2.0&#8243; quando in città iniziò a piovere violentemente. Come tutti sapete, con il passare delle ore la situazione si fece sempre più grave. Mentre seguivo con apprensione le notizie che trapelavano dai TG e dal web, mi capitò di leggere un articolo su &#8220;La Repubblica&#8221; in cui il giornalista, <strong>Massimo Razzi</strong> (poi diventato un prezioso amico) raccontava l&#8217;alluvione genovese del 1970 ripercorrendo l&#8217;esperienza degli &#8220;angeli del fango&#8221; che allora si mobilitarono in massa per ripulire la città. L&#8217;immagine di questa generazione, così unita e solidale, mi sembrò da subito bellissima e molto adatta per essere veicolata sul web. Così, d&#8217;impulso, pensai di creare una pagina su Facebook per condividere questa sensazione con i miei amici e cominciai a farla circolare tra le mie conoscenze con l&#8217;intento di raccogliere le adesioni di chi volesse dare una mano alla città nel dopo alluvione.<br />
LUISA: Nel giro di poche ore, la pagina aveva ampiamente travalicato la cerchia dei contatti di Emanuela, cominciando a raggiungere migliaia di visualizzazioni. Fu così che Emanuela chiese il supporto mio e di alcune compagne di corso per gestirla: pubblicando i post, moderando i commenti, filtrando i contenuti sulla base della loro veridicità e pertinenza. Infatti, nel frattempo, la bacheca era stata letteralmente invasa da post di persone che si mettevano a disposizione o che, tra il preoccupato e il disperato, chiedevano informazioni o cercavano aiuto.</p>
<p><strong>Perché il nome &#8220;Angeli col fango sulle magliette&#8221; e quali gli obiettivi?<br />
</strong>EMANUELA: il nome che scelsi si ricollegava proprio agli &#8220;angeli&#8221; del 1970 che, come raccontava l&#8217;articolo di &#8220;Repubblica&#8221;, avevano scelto una manata di fango sulle magliette come segno di riconoscimento. Mi piaceva l&#8217;idea di creare un ponte ideale tra due generazioni, quella degli anni Settanta e quella dei giovani del 2011.<br />
LUISA: gli obiettivi, seppur non &#8220;programmati&#8221;, furono chiari praticamente da subito: distribuire la maggior quantità possibile di informazioni utili, ascoltare e fornire risposte repentine, raccogliere l&#8217;entusiasmo di chi voleva aiutare la città a risollevarsi subito dopo l&#8217;alluvione, e quindi reclutare volontari per ripulire strade e negozi dal fango. Collaborando con Protezione Civile e istituzioni, per essere d&#8217;aiuto e non di intralcio.</p>
<p><strong>Come avete gestito l&#8217;emergenza dalla vostra pagina?</strong><br />
EMANUELA: creando in tempi record una sorta di redazione, all&#8217;interno della quale si definirono, a seconda delle competenze e delle disponibilità di ciascuno, ruoli di Community Manager, Webmaster, pubbliche relazioni con associazioni, enti ed istituzioni, portavoce nei confronti dei media e della stampa. E, parallelamente, un gruppo di &#8220;operativi&#8221; attivi sul campo per coordinare gli interventi ed i volontari.</p>
<p>LUISA: durante le ore dell&#8217;emergenza, pubblicavamo post di aggiornamento, monitorando e divulgando le notizie provenienti dai canali istituzionali. Leggevamo anche tutte le segnalazioni &#8211; di disponibilità come volontari, ma anche di problematiche e disagio &#8211; provenienti dagli utenti della pagina e, filtrandole ed organizzandole in maniera coerente, pubblicavamo anch&#8217;esse sulla pagina, amplificando così la loro diffusione sul web. Controllavamo assiduamente le news, confrontando le varie fonti per non rischiare di divulgare informazioni errate o far dilagare il panico. Svolgevamo anche un&#8217;attenta moderazione, per evitare che la pagina diventasse ricettacolo di sterili polemiche.</p>
<p><strong>Qual è stato secondo voi il motivo del vostro successo su Facebook rispetto alle altre iniziative? </strong></p>
<p>EMANUELA: La redazione era affiatata e ben organizzata, e questo facilitò non poco il lavoro, che era molto complesso e delicato: considerando il fatto che ci trovammo ad operare in piena emergenza, la pagina diventò un vero e proprio &#8220;servizio&#8221; per i cittadini, seppur non ufficiale. Un punto di riferimento per tenersi aggiornati sull&#8217;emergenza, per chiedere e per dare informazioni, per offrire ospitalità o beni materiali agli alluvionati. Un luogo dove gli utenti sapevano di poter trovare risposte e supporto. Credo che la fiducia che riuscimmo a trasmettere sia stato uno degli aspetti determinanti.<br />
LUISA: Lo spirito di collaborazione fu importantissimo. Dal punto di vista tecnico, sfruttammo le &#8220;Facebook Tab&#8221;, per costruire, all&#8217;interno della pagina, una sorta di mini sito html che ci consentì di strutturare al meglio l&#8217;organizzazione degli argomenti (con gli appelli per i volontari, le segnalazioni di ospitalità per gli alluvionati e la nostra &#8220;mission&#8221; sempre in evidenza, per esempio), favorendo notevolmente la navigazione della pagina.</p>
<p><strong>&#8220;Angeli col fango sulle magliette&#8221; ha ricevuto numerosi riscontri da istituzioni e media nazionali, in ultimo il Premio WWW del Sole24Ore. Ve l&#8217;aspettavate?</strong></p>
<p><strong></strong>EMANUELA: No, non me l&#8217;aspettavo proprio. Fu tutto così improvviso e veloce, che stentavo a rendermi conto di quello che stava succedendo. Mentre eravamo alle prese con l&#8217;emergenza, vedendo quanto la pagina crescesse in termini di popolarità, ci trovammo a pensare che, in effetti, stavamo facendo qualcosa di importante per la comunità utilizzando in maniera innovativa e utile un mezzo normalmente destinato (o percepito) al solo scopo ricreativo. Ma non avevamo idea di quale portata potesse avere tutto ciò.</p>
<p>LUISA: Anch&#8217;io ero conscia che un certo valore potesse esserci in ciò che stavamo facendo, ma non nutrivo delle aspettative particolari. La pagina era nata con lo scopo di fare qualcosa di utile, passando per un social network per arrivare nelle strade infangate della città, non di acquisire una popolarità fine a sé stessa. In seguito, ricevere il Premio speciale &#8220;Impresa semplice&#8221;, nell&#8217;ambito del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cqybJ3MQdVI&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><strong>Premio WWW del Sole 24 Ore</strong></a>, è stata un&#8217;emozione grandissima. È stato per noi un riconoscimento della &#8220;buona pratica&#8221; che si può fare dei Social Media, nel nostro caso per affrontare prevenzione ed emergenza idrogeologica mettendo in comunicazione cittadini ed istituzioni. Ho avuto la conferma che <strong>Internet e la tecnologia</strong>, se usati in maniera intelligente, non sono &#8220;mostri&#8221; che generano isolamento, ma, al contrario, possono dare un contributo importante sul territorio, nelle emergenze, per promuovere la cultura della prevenzione e per la costruzione di reti sociali e civiche.</p>
<p><strong>Quali sono i vostri progetti futuri? </strong></p>
<p>EMANUELA: per quanto concerne la pagina, è ancora attiva e seguita, specialmente durante le allerte meteo. È stata utilizzata anche per mettere a disposizione informazioni o raccogliere aiuti per altre emergenze, in Regione e fuori Regione (ad esempio in occasione del terremoto in Emilia) grazie ad un gruppo di volontari che si è formato &#8220;attorno a noi&#8221; ed è pieno di idee ed energie. Riteniamo che non abbia ancora esaurito il suo compito e che il progetto da cui è originata possa avere ulteriori sviluppi, che stiamo analizzando e valutando.<br />
LUISA: Più in generale, ci piacerebbe mettere a disposizione ed investire le nostre competenze e idee, ed anche quello che abbiamo imparato dall&#8217;esperienza &#8220;<strong>Angeli col fango sulle magliette</strong>&#8220;, in altri progetti che siano utili alla comunità.<br />
EMANUELA E LUISA: Stiamo lavorando insieme, infatti, ad un&#8217;idea di <strong>impresa sociale al femminile</strong>. Ci affascina molto la possibilità di applicare l&#8217;innovazione tecnologica e digitale al no profit, sfruttando le nuove strategie e i nuovi media per promuovere il volontariato, le &#8220;buone pratiche&#8221; ed un&#8217;idea di sviluppo sostenibile. Ma anche per superare il digital divide e favorire il dialogo fra le generazioni e quello fra istituzioni e cittadini.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/fangosullemagliette" target="_blank"><strong>Angeli col Fango sulle Magliette</strong></a></p>
<p><a href="http://it.linkedin.com/in/emanuelarisso" target="_blank"><strong>Emanuela Risso</strong></a></p>
<p><a href="http://it.linkedin.com/pub/luisa-armenia/3b/858/1b3" target="_blank"><strong>Luisa Armenia</strong></a></p>
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		<title>Mariacristina Oddero, una giovane imprenditrice che si muove tra vigneti, cantine e degustazioni nel mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 12:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Mariacristina Oddero è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog. Il Premio GammaDonna, ricevuto nella mia città Alba, nel cuore delle &#8230; <a href="http://www.donnabiz.it/2013/02/mariacristina-oddero-una-giovane-imprenditrice-che-si-muove-tra-vigneti-cantine-e-degustazioni-nel-mondo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="_mcePaste"><em>Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Mariacristina Oddero è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog. </em></div>
</div>
<p><a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_5642.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1900" title="mariacristina oddero" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_5642-1024x676.jpg" alt="" width="640" height="422" /></a>Il Premio <strong><a href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a></strong>, ricevuto nella mia città <strong>Alba</strong>, nel cuore delle Langhe, a dicembre 2012, è stata per me una piacevole soddisfazione. Oggi sono parecchie le giovani e brave imprenditrici della zona che si muovono, con intelligenza e grande dinamismo, tra vigneti, cantine e degustazioni nel mondo. Anche io sono affiancata nel lavoro da mia nipote Isabella, non ancora trentenne, e la sua presenza, insieme con la mia, oggi non desta più nessuna meraviglia. Negli anni 90 la situazione era diversa e gli inizi sono stati un po&#8217; avventurosi, ma “chi la dura la vince”, per cui ora sono lieta di poter lavorare in una bella azienda di 35 Ha di vigneto e pochi altri a noccioleto, coadiuvata da un bel gruppo di lavoro, maschile e femminile, con diversi giovani. <a href="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/GT6X9718-1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1905" title="GT6X9718-1" src="http://www.donnabiz.it/wp-content/uploads/2013/02/GT6X9718-1-1024x975.jpg" alt="" width="640" height="609" /></a><span id="more-1899"></span>La nostra è un’azienda agricola, familiare e storica, la prima<a href="http://www.oddero.it/" target="_blank"> <strong>bottiglia Oddero</strong></a>, un <strong>Nebbiolo</strong>, risale al 1878. Oggi sono la quinta e sesta generazione ad occuparsi di vigneti e cantine. E’ una bella responsabilità familiare, di tradizione e di territorio. Abbiamo cercato di fare nostro il concetto di tradizione, una tradizione sempre positiva, seria, vigile ed attenta ogni giorno alla cura e alla qualità di vigneti e di vini. La tradizione e quindi la storicità produttiva sono strettamente connesse all’appartenenza ad un gruppo; tradizione infatti deriva dal “tradunt” latino “si tramanda, si trasmette, e si insegna”: la nostra famiglia rappresenta il nucleo di appartenenza della nostra tradizione, del patrimonio di esperienze che, distillate anno dopo anno, costituiscono un grande lascito. Oggi le mie giornate si dividono tra vigneti, con tutte le lavorazioni stagionali, la maggioranza dei quali è a <strong>Nebbiolo da Barolo</strong>, la cura dei vini in cantina, gli imbottigliamenti, le visite ai clienti, le degustazioni. Ho la fortuna di svolgere un lavoro estremamente vario e per certi versi anche creativo ed è esattamente quello che volevo, quando studiavo <strong>Agraria all’Università</strong>. Sto anche ultimando la costruzione di un nuovo lotto di cantina, per creare un percorso storico di bottiglie, dagli anni 20-30-40 fino ad oggi. Ho cercato di rispettare il nostro paesaggio il più possibile, con una costruzione parzialmente interrata, con materiali belli e in armonia con le cascine della zona, con un’attenzione al risparmio energetico e con la possibilità di autoprodurre energia con pannelli fotovoltaici. Mi sono anche impegnata attivamente per la candidatura <strong>Unesco</strong> del nostro Comune e delle Langhe tutte. I <strong>vigneti del Barolo</strong> e del <strong>Barbaresco</strong> sono opere d’arte da tutelare e valorizzare.</p>
<p>MariaCristina Oddero</p>
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