Telecom Italia presenta: “Italiax10. L’impresa delle donne”

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Dall’8 al 12 maggio si tiene a la sesta edizione del Festival Città Impresa. Un evento di riflessione e approfondimento su imprenditorialità, innovazione e rete. L’evento è promosso da Nordesteuropa Editore e VeneziePost con il titolo “Capitale in rete”.

Il 7 maggio, in anteprima del Festival, Telecom Italia presenta un evento speciale: “Italiax10. L’impresa delle donne”. Dieci tra le più brillanti imprenditrici del Paese con l’obiettivo di dare una visione a 360° dell’impresa italiana e del talento made in Italy “al femminile”, senza distinzioni geografiche. L’evento alle 17.00 si potrà seguire in sala presso l’Antiruggine, Castelfranco Veneto e in streaming sul web, modalità che permetterà alle protagoniste di interagire con chi seguirà l’evento via Internet e via Twitter con gli hashtag #italiax10 #iovivoconnesso e #cittaimpresa. Dopo un saluto di apertura da parte di Mario Brunello e degli organizzatori dell’evento, la scena è riservata alle 10 protagoniste. A condurre il primo appuntamento del 2013 di #Italiax10 ci sarà Angela Frenda, giornalista del Corriere della Sera. Continua a leggere

#SeiUnicaPerché – Sei donna, mamma e imprenditrice

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La presenza delle donne è significativa nel settore dell’economia e lo scorso anno in Italia sono nate ben 103.391 imprese condotte da donne. Questi dati vengono forniti da un’indagine della Coldiretti, che conferma che quasi un’impresa su quattro è condotta da donne.
In questi mesi abbiamo intervistato molte donne imprenditrici per conoscerle da vicino, abbiamo scoperto la loro storia, le passioni, i sacrifici e i successi ottenuti. Oggi per la festa della donna rendiamo omaggio a tutte le donne.
Ecco alcune donne che ogni giorno contribuiscono alla crescita di molte realtà economiche e sociali.

#SeiUnicaPerché – Sei donna, mamma e imprenditrice from Impresa Semplice

Paola Polce coltiva erbe aromatiche officinali per trasformarle in agridetergenti per la pulizia della casa

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Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Paola Polce è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog.
Nasco da padre abruzzese e madre lombarda, quando ancora i matrimoni “misti” tra Nord e Sud erano rari. Ho sempre avuto una spiccata predilezione per gli studi e una buona creatività artistica, che confluiscono in una doppia maturità: la classica e l’artistica. Ho studiato con successo Storia dell’Arte all’Università di Lettere a Torino, intercalando gli studi con l’esperienza di Restauro Pittorico e il lavoro di indossatrice e presentatrice televisiva, fino a venticinque anni. Sono diventata socia della più importante Agenzia di Moda e Pubblicità di Torino, la Model’s Corporation, dove ho sviluppato l’attività di regista di spettacoli e sfilate di moda, booker e organizzatrice, fino alla fondazione di una società, la Eyes, Moda e Pubblicità. Dal ‘97 in poi, una rapida sequenza di lutti e malattie dei miei famigliari più cari, mi porta ad abbandonare questo ambito lavorativo e al bisogno di indagare le Discipline Olistiche, che studio con passione. Questi studi mi aprono nuovi orizzonti di vita e di pensiero: divento Naturopata e incontro Antonina Maria e Ardian, che fanno detergenti naturali per la casa in un piccolo laboratorio a Vidracco, con il loro bagaglio di esperienze e di sogni.
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DAY ONE un progetto culturale, artistico e imprenditoriale nato dalla volontà di quattro donne

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Il progetto DAY ONE nasce dalla volontà di quattro donne professioniste del settore culturale e della comunicazione. Chi sono Ilaria Buselli, Francesca Ferrari, Lia Elisabeth Ginepri e Sara Buselli?

Sono prima di tutto quattro grandi amiche, direi amiche di sempre. Infatti, io, Ilaria e Francesca siamo nate e cresciute nella stessa città ligure (La Spezia). Poi, dieci anni fa, ci siamo trasferite a Firenze  dove abbiamo conosciuto Lia. Ci unisce una grande complicità e intimità, addirittura io e Ilaria siamo sorelle gemelle! Detto questo, siamo quattro professioniste del settore culturale e della comunicazione: Ilaria è pittrice e si occupa di grafica e web communication, vive tra Berlino e Firenze. Francesca è critica musicale e si occupa di music management, vive a Londra. Lia è attrice e educatrice e vive a Parigi. Io sono ufficio stampa e project manager per il settore culturale e mi occupo di management di festival culturali. Vivo a Firenze.
Ci spiegate cos’è DAY ONE? È un progetto di servizi per le arti nato a Firenze, una piattaforma online che si rivolge ad artisti e a tutti i professionisti dell’arte. Attraverso il sito  www.dayone-art.com ogni artista da qualsiasi parte del mondo può progettare il suo evento in Italia, in pochi click seleziona le caratteristiche che preferisce, fino a realizzarlo. I servizi sono rivolti non solo ai singoli artisti ma anche alle scuole d’arte, alle fondazioni, agli Istituti di Cultura, alle associazioni. L’idea è unica nel suo genere proprio per l’applicazione del mondo web e social ai servizi culturali e per le caratteristiche di: coinvolgimento dell’utente, personalizzazione dell’evento, nessuna infrastruttura, social media networking, risparmio di tempo=abbattimento di costi, cultura sostenibile, impresa senza frontiere. Crediamo che, anche per il settore dei servizi, la nuova frontiera sia l’online e che anche il mercato culturale debba entrare nella new economy ed incontrare il mondo dell’e-commerce. Continua a leggere

Buone prassi: premio per la responsabilità sociale ad Anna Josè Buttafava

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Anna Josè Buttafava, titolare di tre saloni di acconciatura nel Lodigiano, ha ricevuto l’attestato di Impresa Responsabile tra le migliori Buone prassi aziendali di responsabilità sociale per il 2012. Ci racconta com’è andata?

Fin da quando ho aperto la mia attività, nel 1978, sono stata sempre consapevole di essere interdipendente dagli “altri”, collaboratori o clienti, sviluppando la sete di confronto e l’interesse ai temi umani, legati alle donne e al territorio. Perciò ho cercato di interagire con le realtà presenti nella mia zona, dapprima con una lunga esperienza nel gruppo Donne Impresa di Confartigianato e man mano ampliando gli orizzonti.
Con l’aumento delle informazioni e dell’esperienza sono nati progetti come “La Giornata Solidale” dal 1996, in cui il nostro incasso del 1° martedì di novembre viene devoluto a sostegno di iniziative solidali locali ed internazionali. Costruendo rapporti armoniosi con il commercio locale, associazioni ed enti amministrativi, abbiamo avviato nel 2004 ” Un libro per amore “, raccolta e rivendita di libri usati a scopo benefico. Grazie alla disponibilità e sensibilità dei miei soci e collaboratori, offriamo anche il servizio capelli gratuito ai malati oncologici, negli Hospice di Codogno e Casalpusterlengo, e a persone disabili, tramite la Cooperativa Amicizia di Codogno. Continua a leggere

Carla Ceriotti, una donna forte e piena di entusiasmo

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Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Carla Ceriotti è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog. Afferma: “mi ritengo una persona molto fortunata, poiché ho avuto ed ho tuttora l’onore e il piacere di poter lavorare con i migliori collaboratori che un dirigente di azienda possa sperare”.

Sono Carla Ceriotti e rappresento la terza generazione di una famiglia di imprenditori nel settore agroalimentare: fondata a Novara dai nonni paterni, la Riseria Ceriotti S.r.l. lavora e commercializza riso italiano dal 1934. Inizialmente concepita come semplice molino, l’azienda subì un deciso miglioramento nel secondo dopoguerra, soprattutto grazie all’intervento di mio padre Mario, che prese in mano le redini dell’azienda alla giovanissima età di 16 anni, e fu successivamente sostenuto nel lavoro da mia madre Anselma, entrambi animati da tanto coraggio ed intraprendenza non comuni in un periodo storico così difficile. La scelta di specializzarsi nel campo del riso fu dettata dalla favorevole posizione geografica all’interno dell’area delimitata dalle città di Novara, Vercelli e Pavia, unanimemente riconosciuta col nome di “Triangolo del riso”. Continua a leggere

Chiara Soldati, “nulla ha più senso della passione”

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Durante la quinta edizione del premio GammaDonna/10 e lode, dedicato all’agroalimentare, sono state premiate cinque donne. Chiara Soldati è una delle vincitrici che oggi si racconta sul nostro blog. Afferma che “la vita agricola è una missione”. Scoprite le sue passioni. Chiara Soldati, 38 anni da 18 impegnata nel mondo del vino. Quinta generazione nell’azienda di Famiglia La Scolca. “Nulla ha più senso della passione”: per vivere pienamente la propria vita ed il proprio lavoro non si può prescindere dall’avere come motore ed ispirazione una grande emozione. Il vino per me è una grande passione che si ripete ogni anno nel momento della vendemmia. Un ciclo che si rinnova portando con sé una affascinante gioia nel veder nascere il frutto di tanti mesi di lavoro. La stessa passione che si prova nel proporre e descrivere un mondo speciale nascosto dietro ad ogni assaggio. Questo pensiero accompagna piacevolmente le mie giornate di lavoro ed è uno stimolo a ricercare sempre la sorpresa e lo stupore anche nelle azioni più scontate del nostro lavoro di produttori. Ritengo che la vita agricola sia una missione, infatti, si è agricoltori sempre, non solo nel momento in cui siamo in ufficio o in azienda. Continua a leggere

Le vincitrici del 5° Premio Nazionale GammaDonna/10 e lode, dedicato quest’anno al settore agroalimentare

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Il premio GammaDonna/10 e lode è nato nel 2004 con l’obiettivo di valorizzare la capacità imprenditoriale femminile come espressione di creatività innovativa. Dare vita a nuove imprese significa contribuire allo sviluppo del business e del territorio, creare opportunità di lavoro ai giovani.
A dicembre si è svolta la quinta edizione del premio dedicato all’agroalimentare, un settore particolarmente significativo per l’economia italiana, nel quale le donne occupano una posizione di crescente rilievo. Le vincitrici sono state premiate durante un evento unico al Centro di Ricerche Ferrero di Alba con la conduzione del giornalista Edoardo Raspelli.

I criteri di valutazione sulla base dei quali è stata effettuata la selezione sono stati: creatività dell’idea imprenditoriale ed efficacia delle innovazioni introdotte; attività di comunicazione e marketing; efficacia della modalità di distribuzione del prodotto o del servizio; peso della clientela estera; tipologia di rapporti di lavoro attivati; attenzione alla formazione; valorizzazione della ricerca (collaborazioni con Università, Istituti di ricerca, ecc.); qualità del rapporto con il territorio e attenzione alla sostenibilità ambientale; sperimentazione di strumenti innovativi in aziende per la conciliazione vita-lavoro, a vantaggio di una migliore qualità della vita; risultati economici raggiunti.

Le vincitrici, di cui parleremo prossimamente su questo blog, sono:
Carla Ceriotti della Riseria Ceriotti, si occupa della lavorazione del riso per l’alimentazione infantile.
Francesca Nadalini dell’Azienda Ortofrutticola Nadalini, produce 50.000 quintali/anno di meloni a polpa arancione con il marchio IGP per il melone mantovano.
Maria Cristina Oddero di Poderi e Cantine Oddero, ha costruito un nuovo lotto di cantine a basso impatto ambientale con lo scopo di creare un percorso produttivo e dare risalto alla storicità dell’azienda, la cui prima bottiglia in vetro risale al 1878.
Paola Polce della Cooperativa Agricola Le Erbe di Brillor, coltiva erbe aromatiche officinali per trasformarle in agridetergenti per la pulizia della casa, con un bassissimo impatto ambientale.
Chiara Soldati dell’azienda vitivinicola La Scolca, ha introdotto molte innovazioni che riguardano: il recupero delle acque, il controllo della temperatura a freddo durante la vinificazione, un sistema di refrigerazione che impedisce l’iperossidazione del prodotto e metodologie a bassissimo impatto ambientale.

Giulia e Ilaria Mantovani ci raccontano della loro startup HighstrIT

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Oggi conosciamo le sorelle di HighstrIT, la rete delle boutique sul web.
Sono Giulia e Ilaria Mantovani e ci raccontano del loro progetto e di come è nata l’idea dell’e-shopping ibrido, un centro commerciale virtuale che riunisca le principali boutique italiane di abbigliamento di lusso.

Chi sono Giulia e Ilaria Mantovani?
Giulia ha 27 anni, è laureata in Giurisprudenza all’Università Bocconi e, dopo un breve periodo di pratica, ha deciso di ritornare nell’azienda di famiglia, Clear-round Cashmere che opera nell’abbigliamento per bambino di alta gamma, per un anno e mezzo prima di dedicarsi a tempo pieno a HighstrIT.com. Proprio da tale esperienza in Clear-round è nata l’idea che è alla base di HighstrIT.com, ovvero permettere alle boutique italiane di espandere i loro mercati in Italia e all’estero in maniera semplice.  
Ilaria ha 25 anni, ha una laurea in Interpretazione ed ha viaggiato per studio e per lavoro in Svizzera, Inghilterra e Canada. La sua visione internazionale (e la valigia sempre pronta) ci permettono di avere una conoscenza dettagliata dei mercati esteri.
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Intervista a Josè Rallo di Donnafugata

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Con Josè Rallo, imprenditrice del vino, parliamo della sua impresa, dell’agricoltura, del ruolo delle donne, del rinnovamento e delle scelte importanti che hanno caratterizzato l’azienda nel tempo.

Donnafugata è in Sicilia e il vino è sia cultura che territorio. Ci racconta la storia di quest’azienda?
Rappresento la quinta generazione di una famiglia di imprenditori dediti al vino di qualità. Donnafugata è stata fondata da mio padre, Giacomo Rallo e da mia madre Gabriella, 30 anni fa: un progetto imprenditoriale, totalmente innovativo, che adesso portiamo avanti con mio fratello Antonio e che da sempre ha fatto della qualità estrema un valore essenziale ed irrinunciabile. Donnafugata prende avvio nel 1983 dalle storiche cantine della famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale; nel 1989 giunge su di Pantelleria per produrre vini naturali dolci di grande personalità. Un’azienda che punta alla cura dei particolari, e mette l’uomo al servizio della natura, per produrre vini sempre più rispondenti alle potenzialità del territorio. Infine una piccola curiosità: il nome Donnafugata, letteralmente “donna in fuga”, fa riferimento alla storia della regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone che ai primi dell’800 fuggita da Napoli si rifugiò in Sicilia, là dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Questa vicenda ha ispirato il logo aziendale, cioè l’effige della testa di donna con i capelli al vento che campeggia su ogni bottiglia.

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Un Premio alla creatività per imprenditrici della filiera agroalimentare

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L’associazione GammaDonna lancia la quinta edizione del Premio Nazionale GammaDonna/10 e Lode. Quest’anno il premio è rivolto ad imprenditrici della filiera agroalimentare, che si siano distinte per creatività ed innovazione.
Saranno scelte cinque donne imprenditrici alla ribalta con le loro storie esemplari, espressione della capacità di battere la crisi innovando attraverso la creazione di nuove imprese o l’introduzione di nuovi prodotti o processi in aziende già esistenti. Le storie delle vincitrici saranno protagoniste di una serie di videoclip per la diffusione di buone pratiche e idee innovative nel mondo dell’impresa. La premiazione avverrà ad Alba (Cuneo) il 14 dicembre presso il Centro Ricerche Ferrero con una Giuria di qualificati esponenti del mondo imprenditoriale, scientifico e della comunicazione.
GammaDonna è una piattaforma aperta ad iniziative tese a favorire lo sviluppo della risorsa donna nel mondo del lavoro e dell’impresa. Il fiore all’occhiello di GammaDonna è il premio nazionale “GammaDonna/10 e Lode” nato nel 2004 nell’ambito del Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile.
Per partecipare trovate tutte le informazioni necessarie sul sito www.gammadonna.it. Avete tempo fino al 5 novembre per iscrivervi. Affrettatevi!

Virginia Scirè e il suo “Allegri Briganti”

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Virginia Scirè ha lasciato un lavoro da impiegata in una società finanziaria per intraprendere un’attività tutta sua. Oggi ci racconta com’è andata, le difficoltà e i traguardi raggiunti.

Mi chiamo Virginia ho 33 anni e sono mamma di un bambino di 4 anni. Nel 2003 mi sono laureata in Economia delle Istituzioni Internazionali presso l’università di Ferrara e durante il periodo universitario ho sempre lavorato, principalmente nei call-center, un’esperienza che mi è servita tantissimo per imparare a comunicare tramite telefono con i clienti. Finita l’università ho lavorato come commerciale estero per due aziende (settore meccanico e alimentare). Nel 2005 mi sono trasferita a Castelfranco Veneto dove sono stata assunta in una società finanziaria per la quale mi occupavo della gestione del centro Servizi. Nel 2008 sono diventata mamma e quando mio figlio aveva tre mesi, sono stata trasferita a Verona, in quanto il mio ufficio era stato chiuso. Essendo ancora in maternità ho avuto il tempo di pensare a cosa fare “dopo” e così dopo 2 mesi di analisi, vedendo che sul web erano presenti pochissimi negozi di abbigliamento per bambini ho deciso di aprire la mia attività.

Ho scelto questo lavoro perché mi dava la possibilità di lavorare e gestire allo stesso tempo la mia famiglia, una scelta fondamentale perché avendo un figlio nato con un problema di salute avevo l’esigenza di seguirlo personalmente e passare più tempo possibile con lui. Ho aperto inizialmente un negozio su eBay e dopo circa sette mesi dal mio primo sito è nato nel 2010 “Allegri Briganti” nel quale ho investito tante risorse e tempo. Gli inizi non sono stati facili perché purtroppo la web agency che mi ha seguito non ha fatto un buon lavoro, il sito era lento, perdevamo molti ordini perché le persone non riuscivano a completarli. Inoltre, la parte di web marketing veniva fatta in maniera approssimativa utilizzando come principale risorsa la pubblicità a pagamento, questo ha comportato per me un calo del fatturato e un aumento dei costi dovuti alle spese pubblicitarie. Continua a leggere

Chiara Cecilia Santamaria, la maternità è stata il gratificante inizio di una nuova avventura lavorativa

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Chiara Cecilia Santamaria ha trasformato una sua passione in lavoro. Oggi è giornalista, blogger e mamma. La conoscenza del web e del mondo delle mamme nel web le hanno dato l’idea di MumsUp.com, il primo sito di recensioni dei genitori su prodotti e servizi per bambini.

Chi è Chiara Cecilia Santamaria

Oh, che domanda impegnativa, quasi esistenziale. Direi, una persona che ha cercato di fare delle sue passioni un lavoro. Oggi sono una giornalista (Cosmopolitan e Vanity Fair) blogger (machedavvero.it) e insieme alla mia socia Jolanda Restano ho da poco lanciato una startup: MumsUp.com, il primo sito esclusivamente dedicato alle recensioni dei genitori su prodotti e servizi per bambini.

Raccontaci della tua formazione

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione ma ho iniziato a lavorare nel giornalismo intorno ai 20 anni. A 22 ero collaboratrice per Cosmopolitan e coordinatrice di redazione per un free-press locale. Ho poi iniziato a lavorare, prima in un ufficio e poi in agenzia pubblicitaria, fino a quando sono rimasta incinta. Avevo quasi 27 anni e, purtroppo, un contratto a progetto in scadenza. Sono rimasta senza lavoro e ho aperto un blog, avevo molto tempo a disposizione e le mani che ‘prudevano’ per dire la mia sull’esperienza di gravidanza e maternità, così diversa dallo stereotipo ‘tenerezza, idillio e carezze’ che propinavano da tutte le parti. Avevo bisogno di parlarne a modo mio: con una voce diversa, dissacrante, ironica, sincera. Ho scoperto che molte altre donne la pensavano come me, ed era ora di sostituire il mito della ‘mamma perfetta‘ con qualcosa di più autentico e reale. Fare la mamma è un’esperienza meravigliosa e dolce, ma anche terribilmente umana e piena di ambivalenze, che vanno raccontate. Il blog ha avuto un grande successo e nel 2010 è diventato un libro ‘Quello che le mamme non dicono‘ (Rizzoli), accolto con grande entusiasmo: oggi è in versione economica dopo 5 edizioni. Il blog e il libro mi hanno dato la visibilità necessaria per tornare al mio ‘vecchio amore’: il giornalismo. Continua a leggere

Intervista a Hélène Supau, Direttrice Generale di Sarenza, un’azienda che crede fortemente nella professionalità femminile

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Sarenza è l’azienda n°1 della calzatura su Internet con il 68% dei dipendenti donne che hanno ruoli aziendali di punta. A capo di questa delegazione femminile c’è Hélène Supau, Direttrice Generale. Oggi la intervistiamo per farci raccontare del successo dell’azienda e di lei.


Hélène Supau, lei si definisce una femminista moderna: ci racconta un po’ di lei e il suo arrivo in Sarenza?

Mi sono diplomata all’ESSEC nel 1998 e ho iniziato la mia carriera di consulente finanziaria presso Arthur Andersen prima di raggiungere nel 1991 il Gruppo Pierre & Vacances, Divisione Holding ed Immobiliare. Ho occupato successivamente diverse funzioni all’interno della Direzione Finanziaria prima di essere nominata Direttrice Finanziaria del Gruppo Pierre & Vacances. Dal 2001 al 2002 ho esercitato un’attività di Consulente Finanziario prima di prendere la Direzione della società di prêt à porter Larroque al fianco della fondatrice. Sono entrata in Sarenza nel marzo del 2007 e sono subito entrata a far parte della nuova squadra direttiva come Direttrice Generale al fianco di Stéphane Treppoz e ad oggi guido con lui Sarenza.

Come riesce a conciliare vita privata e vita professionale?

Ero già mamma di quattro bambini quando sono entrata in Sarenza e ho sempre avuto lavori molto impegnativi. La mia parola d’ordine è sempre stata “condividere”: è la prima regola che mi permette di vivere serenamente vita privata e vita professionale. Lavoro molto ma quando torno a casa mi dedico 100% ai miei figli. Inoltre, cerco di passare con ognuno di loro dei momenti particolari durante la settimana: la più piccola è fortunata, la porto a scuola ogni inizio settimana; la seconda tutti i mercoledì; i due più grandi hanno diritto ciascuno a un pranzo settimanale. Credo si debba trovare un momento per tutto: non è sempre facile, ma cerco di farlo sapendo di dover rinunciare alla perfezione.

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Liana Iafrate ha vinto il premio De@Terra per la sua meravigliosa storia di imprenditrice agricola

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Oggi vi facciamo conoscere Liana Iafrate una donna alla guida dell’agriturismo “Tirotarico” ad Arpino, un paese nel cuore della Ciociaria. Ha vinto il “Premio De@Terra” per la sua meravigliosa storia di imprenditrice agricola. Ha ricevuto il premio dalle mani del Ministro dell’Agricoltura Mario Catania.

Lei è donna, mamma e anche imprenditrice. Ci racconta un po’ di lei? Come riesce a conciliare famiglia e lavoro?

Ho scelto di fare l’imprenditrice agricola perché ho deciso di portare avanti un lavoro iniziato da generazioni. Da piccola ho sempre avuto una grande passione per la cucina e avrei voluto studiare all’istituto alberghiero. Questo per motivi logistici non è stato possibile perché l’unico istituto era a Fiuggi ed era troppo lontano dal mio paese. Ma questa passione per la cucina non è mai andata via e piano piano l’ho trasformata in un lavoro. Ventuno anni fa, ho deciso di aprire un agriturismo, ho sempre creduto in quello che ho fatto e oggi sono fiera dei risultati raggiunti. Nel tempo sono diventata imprenditrice e mamma ma conciliare le due cose non è stato facile, ci vuole tanta forza di volontà e passione.

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Le protagoniste di un racconto unico

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La festa della donna si svolge da tantissimi anni per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Donnabiz rende omaggio a tutte le donne, in particolare a tutte quelle che si sono presentate sul nostro blog. Le abbiamo intervistate per conoscerle da vicino. Abbiamo scoperto le loro idee e capacità imprenditoriale. Abbiamo visto come nella vita riescono ad essere donne, mamme e imprenditrici.
Ecco i volti delle donne che si occupano di impresa, donne attente al mercato in continuo cambiamento, donne che ogni giorno raggiungono importanti obiettivi, contribuendo alla crescita di molte realtà economiche e sociali. Le abbiamo intervistate su Donna Impresa e ve le facciamo conoscere una a una.

Le protagoniste di Donna Impresa
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Marzia Camarda, fare le cose con passione è la strada migliore per il successo dell’impresa

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Marzia Camarda ci racconta la sua esperienza imprenditoriale. Ha fondato Verba Volant, un importante punto di riferimento per l’editoria, fornendo un servizio dinamico e all’avanguardia.

Nel 2005, dopo un certo numero di anni di esperienza come redattrice prima e come responsabile di redazione poi, ho fondato Verba Volant snc, una società di servizi per l’editoria. L’editoria, è un settore tradizionalmente in crisi, sia per via del numero ridotto di lettori in Italia, sia per la concorrenza di altri media. Inoltre, l’evoluzione dei contenuti (ipad, kindle e così via) è talmente rapida da richiedere uno sforzo costante di adeguamento e di capacità imprenditoriali. Continua a leggere

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, appassionata d’arte, collezionista e presidente di una fondazione.

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Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Patrizia Sandretto è una delle vincitrici del premio che oggi si racconta sul nostro blog. Appassionata d’arte, collezionista e presidente di una fondazione.

Dopo la laurea in Economia e Commercio ho lavorato nell’azienda di famiglia. Mi sono sposata e ho avuto due figli. Quando sono cresciuti è nata in me la passione per l’arte contemporanea che a poco a poco mi ha coinvolta completamente. Mi sono avvicinata all’arte contemporanea come collezionista all’inizio degli anni ’90. Ho cominciato con lo sfogliare e poi leggere cataloghi e libri, a visitare gallerie e musei; soprattutto ho cominciato a conoscere gli artisti, a visitare i loro studi e ad instaurare con molti di essi un rapporto che certamente non avrei potuto stabilire se mi fossi interessata all’arte antica o della prima metà del Novecento. Continua a leggere

Alice Meneghetti, giovanissima e determinata, con la sua azienda svolge attività di ricerca su nuovi prodotti

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Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Alice Meneghetti è una delle vincitrici del premio che oggi si racconta sul nostro blog. La sua azienda è stata valutata per l’idea innovativa, per l’attenzione all’ambiente, la collaborazione con gli enti di ricerca e le università, l’organizzazione del lavoro ed i legami con il territorio.

Sono Alice Meneghetti, 28 anni e da circa quattro presidente e legale rappresentante di RDS Nordest srl, softwarehouse trevigiana con due divisioni, la prima che si occupa di soluzioni per il controllo qualità interno e LIMS per i laboratori di prove, la seconda di sistemi ERP e gestione della contrattualista con la GDO. Era il 2007, stavo preparando gli ultimi esami prima della laurea in economia aziendale. Quello che volevo fare dopo era chiaro: esperienza in una grande azienda e poi un master preferibilmente all’estero. Ma non si può sapere la vita cosa ci riserva, così come sono dell’idea che si devono cogliere le opportunità che ci sono date da essa. E così ho fatto. Continua a leggere

Nadia Marino e la sua passione per la musica

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Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Nadia Marino è una delle vincitrici del premio che oggi si racconta sul nostro blog. E’ riuscita a realizzare un sogno: creare un sistema che permettesse di ascoltare i file musicali ad alta risoluzione scaricati da Internet direttamente sull’impianto hifi.
Quando nel 2007 ho fondato la M2Tech insieme a mio marito, facevo la consulente per altre aziende nel ramo della progettazione elettronica. Sin dalla laurea avevo trovato difficoltà nella ricerca del contratto di lavoro a tempo indeterminato, un po’ perché speravo di non trasferirmi in una grande città, e un po’ perché avevo già un’idea di quello che avrei voluto realizzare. La passione per la musica e le competenze in ambito elettronico mi stavano portando a sviluppare idee innovative sul modo di ascoltare la musica, anche osservando come il mercato dell’hifi si stava trasformando. Continua a leggere

Paola Farinelli, fantasia ed intuito femminile fanno bene al progetto di antenne e circuiti elettronici

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Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Paola Farinelli è una delle vincitrici del premio che oggi si racconta sul nostro blog. Afferma che essere donna è un valore aggiunto nel suo lavoro.

Ingegnere, elettronica, donna. Le tre cose unite insieme sembrano spaventare la maggior parte della persone. Per questo alla domanda “che lavoro fai?”, spesso preferisco rispondere genericamente “lavoro in una società”, senza specificare che la società è anche mia e che si occupa di progettazione e prototipazione di circuiti elettronici per spazio e comunicazioni satellitari.
Il tutto è iniziato un po’ per gioco, grazie ad un dottorato di ricerca portato avanti presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica e dell’Informazione (Università di Perugia) che ha dato a me ed un paio di colleghi-amici l’opportunità di partecipare a progetti di ricerca europei e dell’agenzia spaziale (ESA) ed entrare in contatto con importanti aziende del ramo spaziale e delle comunicazioni satellitari.
Nasce così un po’ per gioco, un affiatato e creativo team di ingegneri che inizia a sviluppare idee, brevettarle, realizzare prototipi e misurarne le prestazioni. In due parole gestire Innovazione e Tecnologia Avanzata. Continua a leggere

Intervista ad Alice Avallone, la mamma di Nuok

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Alice Avallone è una ragazza giovanissima e piena di grinta. Di giorno lavora come freelance e di notte si dedica a progetti personali importanti come Nuok.

Alice raccontaci chi sei e qual è la tua giornata tipo.
Ho 27 anni  e sono una ragazza particolarmente fortunata perchè faccio il lavoro più bello del mondo: creare nuove idee. Il mio detto più ricorrente, che apre anche il mio sito, riassume bene la mia filosofia di vita. “Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco tra il suo lavoro e il tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.” La mia giornata tipo? Giocare da quando apro gli occhi fino a notte fonda, sicuramente per me il momento migliore per dedicarmi alle mie idee. Lavoro a tempo pieno come freelance di giorno e cresco progetti personali importanti come Nuok di notte.

Raccontaci del tuo progetto Nuok.
Nuok è “New York” pronunciata da un bambino che ha appena iniziato a parlare. Nato come un mio piccolo blog personale, nato per raccontare New York ai miei amici, ha iniziato presto a raccogliere consensi e collaboratori e in pochi mesi è diventato un magazine online. La redazione virtuale si è allargata a dismisura e nuove città sono spuntate come funghi qui e là sul mappamondo, anche in Italia. Oggi Nuok è un gruppo di urban reporter che prende per mano il lettore e gli fa scoprire luoghi sconosciuti, che credeva di conoscere, o che sognava solamente. Parliamo di viaggio, arte, cibo, chiavi usb nei muri e cultura dalla Grande Mela e dalle città più belle del mondo. Continua a leggere

GammaDonna una piattaforma che favorisce lo sviluppo della risorsa donna nel mondo del lavoro

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Durante il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sono state premiate cinque casi di innovazione al femminile. Tutte queste donne si racconteranno su questo blog.
GammaDonna è una piattaforma aperta ad iniziative tese a favorire lo sviluppo della risorsa donna nel mondo del lavoro e dell’impresa. Il fiore all’occhiello di GammaDonna è il Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile che si è svolto nel 2004, 2006 e 2010 a Torino e nel 2011, il 5 e il 6 ottobre, presso il Teatro Comunale di Vicenza e ha ricevuto quest’anno, per la seconda volta, una speciale medaglia di riconoscimento dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Continua a leggere

Telecom per le donne che fanno impresa

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Programmi e tecnologie utili dedicati alle donne italiane che si occupano di impresa

Tante sono le testimonianze di donne che si occupano di impresa, donne curiose e attente al mercato che cambia, donne che ogni giorno raggiungono piccoli e grandi obiettivi, contribuendo alla crescita di realtà economiche più ampie.
Ma per trasformare un’idea in un’impresa di successo ci sono molti passi da compiere. Bisogna verificare la fattibilità di un progetto e valutare la ricettività da parte del mercato. Bisogna gestire con competenza e con attenzione la qualità del servizio o prodotto erogato. Ma non c’è solo il lavoro da tenere in considerazione. Ogni donna aspira a conquistare armonia tra la professione, il lavoro, la famiglia, la cultura, gli affetti e le passioni.
Ecco perché esiste “Collabor@ in rosa di Impresa Semplice”, un’offerta di servizi ad hoc per le donne che ogni giorno fanno dell’Italia un Paese migliore. Continua a leggere

Pamela: quando la voglia di comunicare diventa impresa

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Pamela Tavalazzi, quarantenne dinamica e volitiva, è una donna che non si ferma, che non si accontenta di consolidare i risultati ma che cerca sempre nuovi stimoli, nuove strade professionali. Nel più trito dei luoghi comuni si direbbe una donna inquieta.

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L’investimento come stile di vita

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Le donne, da sempre impegnate a far quadrare i bilanci familiari, si occupano sempre più spesso anche del portafoglio di investimenti personali e di tutta la famiglia e anche se coprono ancora percentuali piccolissime tra gli investitori, riescono ad ottenere in media rendimenti più elevati.
Recentemente è stato pubblicato un articolo su Market Watch che afferma che le donne sono più brave degli uomini negli investimenti.  L’articolo nasce dalla ricerca di Barclays Capital and Ledbury Research che dimostra che la strategia di avversione al rischio di molte donne investitrici produce più profitto rispetto alle tattiche più frenetiche maschili. Continua a leggere

Mara Cirillo: professione wedding planner

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Mara Cirillo, giovane comasca, dopo qualche anno di lavoro dipendente nelle pubbliche relazioni apre la sua Whitenote, con cui è diventata una wedding planner. Mara con la sua impresa è riuscita a conciliare il suo ruolo di imprenditrice e mamma. Spesso connessa alla rete per seguire il sito della sua società è altrettanto impegnata, in prima persona, nei lavori manuali di cui si compone un’attività come la sua. La nostra intervista infatti avviene mentre Mara è impegnata a confezionare bomboniere. Questo è un periodo di grande lavoro per lei che fa dell’attenzione ai dettagli anche minimi, il punto di forza del servizio che offre.


Cosa faceva prima di iniziare questa sua avventura in proprio?
Ho iniziato a lavorare part time già durante gli anni dell’università. Poi, dopo la laurea, ho iniziato una collaborazione, poi diventata assunzione, con una società che si occupava di organizzazione di eventi. Si lavorava per progetti e non sempre era facile coordinare il lavoro delle persone. Ogni testa aveva le sue idee e trovare punti di accordo non era sempre facile.

Qual è stata la spinta a mettersi in gioco in prima persona?
Forse proprio questo aspetto: a volte era tutto un po’ confusionario, dispersivo. Spesso avevo la sensazione che concretizzare le varie proposte, coordinarle e farle diventare operative fosse una missione impossibile. Così ho cominciato a pensare se non fosse arrivato il momento di provare a fare qualcosa per conto mio, di mettermi in gioco da sola, secondo i miei ritmi, secondo quelle che io avrei considerato priorità.

È stata una decisione difficile?
Direi di no. È stato tutto molto naturale, una conseguenza, mi viene da dire, logica del mio percorso professionale. Devo dire poi che, nel momento in cui ho preso la decisione di creare qualcosa di mio, abitavo ancora con i miei e non avevo una famiglia mia. In un certo senso avevo meno pressioni, sia in termini di responsabilità personali, sia in termini economici. Questo non significa che abbia agito in modo leggero. Anzi. Però ho potuto contare su una maggiore tranquillità. Diciamo che è stato uno stimolo in più per concentrarmi totalmente sul mio progetto.

Ha mai avuto ripensamenti?
Assolutamente no, anche per una mia predisposizione caratteriale a non lasciarmi distrarre da ripensamenti o tentennamenti. Sono stata, da subito, molto convinta della mia decisione, al punto tale da aver rifiutato proposte di lavoro dipendente molto allettanti. Sì, mentre iniziavo ad organizzare la mia impresa sono diventata sorda ad alcuni richiami di sirena che mi offrivano una notevole tranquillità economica. Ma credevo troppo nel mio progetto lavorativo.

Crede che l’avventura imprenditoriale l’abbia portata ad una scoperta di doti che non pensava di avere?
Devo dire che, oltre al lavoro, c’è stato il mio diventare, nel frattempo, mamma a mettermi in gioco totalmente. Imprenditrice in proprio e mamma di due bambine: sono state queste cose insieme ad insegnarmi che potevo, seppure con grandissima fatica, portare avanti entrambi questi ruoli. Diciamo che un evento personale come la maternità mi ha insegnato, anche nell’ambito lavorativo, l’importanza fondamentale della collaborazione, dell’impegno senza risparmio e della dedizione ad un progetto. Certo è stato tutto molto impegnativo ma è assolutamente stimolante, per il futuro, guardarmi indietro e dire a me stessa: “Però, questo sono riuscita a farlo io.” Posso dire che il mio percorso professionale e quello personale di donna camminano insieme. Anche perché mi piace evolvere a 360 gradi.

Secondo lei c’è un modo prettamente femminile nel gestire gli imprevisti?
Sì, c’è sicuramente. E credo dipenda dal fatto che noi donne, quasi sempre, dobbiamo combattere su più fronti. Culturalmente e storicamente siamo abituate a tenere d’occhio, contemporaneamente, più cose. E questo allena, volente o nolente, ad una certa elasticità. Forse gli uomini sono più bravi di noi nell’andare a fondo di un problema specifico, ma noi abbiamo, credo, una visuale più completa e complessa delle cose. E quando si deve dare attenzione a un insieme di cose credo che quasi ci si aspetti l’imprevisto e lo si accolga con più preparazione.

Quale pensa sia stato l’insegnamento maggiore della sua esperienza come dipendente?
Ah guardi io sono molto grata alla mia esperienza da dipendente. Dico sempre che è come se, in quegli anni, avessi fatto un master. La società per cui lavoravo organizzava anche matrimoni e, in quegli anni, il lavoro di wedding planner era una realtà molto poco italiana. All’estero si trattava di qualcosa di già consolidato ma da noi no. Quindi è stato assolutamente prezioso e fondamentale quel periodo di lavoro. Non solo a livello di bagaglio professionale ma proprio a livello di acquisizione di qualcosa che ancora non esisteva. Senza il mio lavoro di dipendente non avrei mai potuto dire: “Ecco adesso divento una wedding planner per conto mio.” semplicemente perché non avrei neanche avuto i termini per capire di che tipo di lavoro, davvero, si trattasse.

È importante saper delegare?
È essenziale. Io non ho dipendenti ma una rete di collaborazioni senza le quali non potrei fare nulla. È essenziale stabilire rapporti di fiducia nel tempo, imparare a capire e a conoscere il modo in cui lavorano coloro che collaborano con te. Capire a chi è meglio far fare cosa è un aspetto essenziale del mio lavoro. E, ancora una volta, devo ringraziare la scuola fatta negli anni da dipendente che mi hanno insegnato la gestione di un team e il gioco di squadra.

Pensa che ci sia una caratteristica comune nell’imprenditoria femminile?
D’istinto mi viene da dire la tenacia. Ma c’è anche qualcosa di più. Vede, di solito, dietro un’impresa femminile c’è un vero e proprio sogno, qualcosa che coinvolge a tutti i livelli. Questo dona una sorta di valore aggiunto rappresentato da un vero e proprio amore per il progetto a cui si sta lavorando. Di solito una donna ci crede davvero, se posso dire così. E questo è anche ciò che, spesso, può diventare un elemento di debolezza, perché rischia di far perdere un po’ il senso di concretezza. Intendo dire che anche se si sta realizzando qualcosa con il cuore non bisogna mai dimenticare che si sta parlando di lavoro, di qualcosa che deve funzionare. Insomma, i bilanci non si chiudono con il cuore, quindi ci vuole una continua attenzione anche agli aspetti finanziari e gestionali. Di certo, almeno per quello che ho visto io, nell’impresa femminile c’è una notevole fantasia, la tendenza a creare cose molto specifiche e attentissime ai dettagli.

Riferimenti: Whitenote

Donne imprenditrici: età e applicazioni utilizzate. Come cambiano nel tempo?

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Secondo il Rapporto 2010 del COTEC sulla cultura dell’innovazione in Italia, per l’82% degli italiani, l’innovazione tecnologica ha migliorato la vita delle donne di oggi rispetto al passato ed è un fattore determinante per lo sviluppo del nostro Paese al di là delle distinzioni di genere.

Come dimostrano i dati raccolti, le donne usano internet per tutte le attività della vita quotidiana, da quelle professionali a quelle personali.

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